Intervista esclusiva a Nino Tortorici coreografo di Avanti un Altro cast Minimondo

Nino Tortorici Avanti un Altro cast Minimondo. 48 anni appena compiuti, è il coreografo Brian Garrison nel salottino del seguitissimo programma. Da anni l’agrigentino interpreta personaggi bizzarri. Lo ricordiamo nei panni del Cognato dell’Alieno. Tortorici ha deciso di raccontarsi sulle pagine di GenteVip.it in un’intervista esclusiva per i nostri lettori e per il pubblico di Avanti un Altro, il preserale di Canale 5 condotto da Paolo Bonolis e Luca Laurenti.

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Il coreografo di Avanti un altro cast Minimondo

Avanti un altro cast Minimondo: Chi è il Coreografo Brian Garrison?

Com’è nata l’idea del personaggio Brian Garrison?

L’idea del coreografo Brian Garrison (Brian e Garrison sono stati due ballerini, in seguito coreografi, delle più note trasmissioni televisive a partire dagli anni ’80 ndr) nasce da un’idea di Marco Salvati, uno degli autori che ha voluto provare in studio il personaggio. È piaciuto e abbiamo deciso di mandarlo in onda.

Qualche curiosità da raccontare ai nostri lettori?

Probabilmente in onda non si vede, ma tutti noi del salottino ridiamo tantissimo alle battute di Paolo. E per quello che succede tra il pubblico in studio. Abbiamo visto gente che si è anche addormentata durante le registrazioni. Persone beccate da Bonolis per poi essere svegliate. Le risate sono interminabili!

Cosa significa lavorare accanto a un mostro sacro come Paolo Bonolis?

Lavorare con Paolo Bonolis è un onore. Tutt’oggi – nonostante io ci collabori dal lontano 1998, ovvero dalla prima edizione di Ciao Darwin – non mi sembra vero di essere accanto a lui quando vengo scelto dal concorrente. Poter lavorare con lui è un’emozione che non si può descrivere. È il numero uno e da lui si può solo imparare a fare bene questo lavoro. Apprendere da un maestro d’eccezione come Paolo Bonolis è una “fortuna” che mi tengo ben stretta!

Ci sono altri personaggi chiusi nel cassetto che puoi rivelarci?

Assolutamente sì! Ci sono altri personaggi nel cassetto, ma come tali, lì devono rimanere, per non rivelare nessuna sorpresa, qualora un domani dovessero andare in onda. È giusto che siano gli autori a decidere se e quando dare vita a un nuovo personaggio.

Altri progetti in vista?

Ci teniamo stretto quello che abbiamo portato a casa finora. Certo mi piacerebbe ritornare in radio, dove ho già maturato diverse esperienze in passato. Speriamo arrivino anche altri spazi televisivi. Il mio sogno è quello di arrivare alla conduzione di un programma, magari di intrattenimento, leggero.

Con chi hai legato di più all’interno della trasmissione?

Io vengo dalla scuola dei villaggi turistici, per carattere non ho problemi a legare con nessuno. Ho un buon rapporto con tutti, sembrerà la classica frase fatta, ma è così. Mi piace ridere e scherzare dietro le quinte, affrontare tutto con un sorriso per poter dare poi il meglio di me con il mio personaggio quando è il momento di registrare.

Raccontaci un po’ di te: chi è Nino Tortorici?

Sono una persona semplicissima, chi mi conosce lo sa. Sono un po’ la metafora di “Un jeans e na maglietta” il film con Nino D’Angelo. Non mi servono le luci, mi bastano due lampadine per essere felice! Sono siciliano, di Agrigento, e il 14 Marzo ho festeggiato i miei primi 48 anni. Credo di essere fondamentalmente una brava persona.

Quando nasce la passione per lo spettacolo?

Tantissimi anni fa, ero un bambino. A 6 anni suonavo il mandolino senza conoscere la musica, andavo a orecchio! Mi dilettavo con canzoni siciliane con grande sbalordimento del maestro di musica. A 12 anni sono approdato a una radio locale, poi ho iniziato con i villaggi turistici, a seguire le trasmissioni radiofoniche e nel ’98 l’incontro con Paolo Bonolis.

Perché la decisione di sospendere il programma?

In realtà so quello che sapete voi. Sono anche io chiuso nella mia camera ormai da 11 giorni, non saprei proprio dirvi i motivi. Sono decisioni che non spettano a me, io mi limito a fare il mio lavoro.

Come stai vivendo questo particolare momento storico?

Nessuno avrebbe mai immaginato una situazione del genere, una triste pagina della storia d’Italia che spero un giorno di poter raccontare. Quello che sta succedendo è un pugno al cuore, incubo. Anche io come molti di voi sono solo, lontano dalla mia terra, dai miei affetti. È tutto così anomalo, spero non capiti più. Il mio pensiero va ai nonnini, alle famiglie che hanno perso i loro cari. Andare in Paradiso senza salutare i propri parenti è una cosa molto triste che non auguro a nessuno.

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