Alessia Carbone, Non è la Rai: “Oggi saremmo state vittime del cyberbullismo”

Alessia Carbone Non è la RAI, Special edition 25 years later

Un programma privo di contenuti, non voglio lanciare nessun messaggio. Dicono che propongo “un insopportabile clima da gita scolastica in torpedone”. E allora? Cosa c’è di male? Sono d’accordo, solo che toglierei il termine insopportabile. E poi abolirei la parola volgare, perché io pretendo da tutti i miei collaboratori delle inquadrature castissime”

Gianni Boncompagni


Alessia Carbone Non è la Rai – Sono passati esattamente 25 anni da quando Gianni Boncompagni mise la parola FINE a Non è la Rai, trasmissione che segnò un’intera generazione. Quella degli anni ’90.

Più volte il regista si trovò a rispondere a quanti la definivano trash, un appellativo oggi che va per la maggiore, all’epoca ancora nuovo.

Ma se pensiamo alla leggerezza, al colore, alla spensieratezza di una generazione senza Iphone e social network ma solo con tanti giochi e tante canzoni, possiamo davvero definirla trash?

E come sarebbe stata invece la generazione di oggi al ritmo di Please don’t go?

Di questo e di tanto altro ancora ne parleremo a partire da oggi con le vere protagoniste dell’epoca: le ragazze di Non è la Rai.

Ogni settimana pubblicheremo un’intervista alle beniamine di ieri che ancora oggi rimangono un punto fermo nei dolci ricordi di un’infanzia limpida e scatenata. 

Alessia Carbone, Non è la Rai.

Vi ricordate di Alessia Carbone? 

Alessia Carbone ha partecipato alla quarta nonché ultima edizione del programma.

ESTATE 1994: una gigantografia di Ambra Angiolini come zio Sam e il suo I want you tappezza le principali città italiane. Il motivo è presto detto: la conduttrice invita nuove ragazze ad arruolarsi all’esercito di Non è la Rai.

E le aspiranti lotite non se lo fanno dire due volte. Sono circa 3000 le ragazzine, quasi tutte minorenni, ad accorrere in massa a Cinecittà. Dopo 3 giorni di provini estenuanti, ne rimarranno solo 100 ad assaporare il sogno di vivere una stagione da “ragazza di Non è la Rai“.

La quarta edizione verrà ricordata per l’età molto bassa delle ragazze, la media sarà infatti di circa 13 anni, per il forfait delle big che hanno reso grande la trasmissione, ma anche per qualche volto nuovo che è riuscito comunque a entrare nell’immaginario collettivo degli spettatori. Fra questi, il volto d’angelo di Alessia Carbone, una delle (poche, ndr) “piccoline” più amate dai fans della trasmissione.

Alessia ha l’occasione nel corso del programma di mettere in luce le sue doti di ballerina, ricevendo molti consensi da un pubblico diventato sempre più intransigente.

Dopo Non è la Rai, Alessia Carbone partecipa alla trasmissione sportiva Goleada accanto a Massimo Caputi e Martina Colombari. Successivamente prende parte a Sarabanda, un’altra trasmissione cult degni anni ’90 condotta da Enrico Papi. Affiancherà il noto conduttore nelle vesti di attrice di telepromozioni per ben 10 anni.

Alessia nel frattempo non dimentica le sue origini ovvero la passione per il canto e la danza: insieme ad altre tre ragazze forma un gruppo musicale dal nome Belle ma Belle. Il gruppo sarà attivo in Italia e in Europa per 6 anni con una serie di spettacoli di un’ora e mezza.

Oggi Alessia dopo aver lavorato per anni anche come modella è responsabile dell’azienda di famiglia e ha accantonato il mondo dello spettacolo per svolgere il mestiere più bello al mondo: la moglie e la mamma di due splendide bambine, Chloe di quasi 7 anni e Lisa di 4 e mezzo.

Alessia Carbone ha lavorato a Sarabanda per ben 10 anni



Chi era Alessia 25 anni fa, chi è Alessia oggi?

“Alessia 25 anni fa era una ragazzina piena di sogni e speranze!”

“Alessia oggi è una donna che nel tempo ha maturato la convinzione che i sogni si possono realizzare! Ora è una mamma lavoratrice molto impegnata!”

Se diamo un’occhiata al passato, qual è il sentimento che maggiormente prevale?

“Il sentimento che maggiormente prevale è un po’ di nostalgia, ma nulla di più. Sono felice di quello che ho e che ho costruito oggi”.


C’è un lato di te, del tuo carattere o personalità che chi ti seguiva dell’epoca non ha mai conosciuto?

“Diciamo che nessuno mi ha mai conosciuto veramente, all’apparenza sembro schiva e altezzosa, nella realtà invece è tutto il contrario, ma si sa che la timidezza può fare brutti scherzi e all’epoca ero molto timida. D’altronde era la prima esperienza televisiva e appena mi puntavano una telecamera iniziavo a sudare freddo!”


Manca alla tv di oggi un programma come Non è la Rai? Perché?

“Credo che alla tv di oggi manchi moltissimo un programma del genere. Personalmente preferisco fare altro che guardare la tv, oggi. Non è la Rai è stata una trasmissione cult che ha segnato gli anni ’90, oggi probabilmente lo stesso successo non lo sta avendo nessun altro programma!”


Non è la Rai è stato tanto amato ma non sono nemmeno mancate le tante critiche: ma se accendiamo la tv oggi, possiamo affermare che si stava meglio quando si stava peggio?

“Molte trasmissioni televisive di oggi sono davvero piene di spazzatura, falsità e ipocrisia! Se non altro Non è la Rai era fatto da ragazzine spensierate”.

Come sarebbe stato Non è la Rai ai tempi dei social network? Credi avrebbe mantenuto la sua naturalezza?


“Credo sarebbe stato un delirio: purtroppo oggi sui social si legge molta cattiveria, esiste ad esempio il fenomeno del cyberbullismo. Sicuramente avremmo avuto tanto seguito ma anche gente che si sarebbe divertita a insultarci!”

“Anche ai tempi potevamo non piacere a tutti, quindi l’insulto capitava, ma credo che nell’epoca attuale la situazione sia di gran lunga peggiorata!”


Onestamente, pesa a distanza di tanti anni essere ancora la ragazza di…


“No, non pesa assolutamente. Qualche problema lo diede ne trovare altri ingaggi una volta terminata la trasmissione. Inizialmente non fu facile per alcune di noi trovare lavoro nel settore. Io invece non ero tanto in vista nel programma perciò ho avuto subito la possibilità di lavorare parecchio”.


Oggi va di moda l’hastag #machenesannoi2000…, cosa manca ai giovani di oggi rispetto a noi adolescenti di ieri?

“Ai giovani di oggi manca… nulla! Questo è il problema più grande… non manca nulla! Hanno tutto e di più”

“Mi ricordo che il mio primo cellulare lo comprai a 18 anni, oggi a 13 hanno già lo smartphone all’ultima moda!”.

I figli di ieri: una generazione che era felice con il poco che aveva. Oggi si ha tutto e si è sempre scontenti. Cosa ne pensi?

“Hanno tutto e perciò sono annoiati. Prima i genitori davano quello che potevano permettersi e solo se te lo meritavi. Oggi purtroppo non è più così e i risultati si vedono”.

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