Alessandra Cotta Non è la RAI, Special edition 25 years later

Alessandra Cotta Non è la Rai – Sono passati esattamente 25 anni da quando Gianni Boncompagni mise la parola FINE a Non è la Rai, trasmissione che segnò un’intera generazione. Quella degli anni ’90. Più volte Boncompagni si trovò a rispondere a quanti la definivano trash il suo programma televisivo, un appellativo oggi che va per la maggiore, all’epoca ancora nuovo. Ma se pensiamo alla leggerezza, al colore, alla spensieratezza di una generazione senza Iphone e social network ma solo con tanti giochi e tante canzoni, possiamo davvero definirla trash?

E come sarebbe stata invece la generazione di oggi al ritmo di Please don’t go?  Di questo e di tanto altro ancora ne parleremo a partire da oggi con le vere protagoniste dell’epoca: le ragazze di Non è la Rai.

Alessandra Cotta, Non è la RAI, oggi è una Hostess di volo per la compagnia Norwegian Air 

Alessandra Cotta
Alessandra Cotta Non è la Rai

Ogni settimana pubblicheremo un’intervista alle beniamine di ieri che ancora oggi rimangono un punto fermo nei dolci ricordi di un’infanzia limpida e scatenata. Oggi parliamo di Alessandra Cotta di Non è la Rai Ha partecipato alle prime tre edizioni di Non è la Rai. Era la sirena del programma, la ragazza che si buttava in piscina durante i giochi per prendere le famose “perle” con i premi per i telespettatori.

Viso d’angelo, due occhi magnetici e con un corpo da pin up, Alessandra sembrava arrivare direttamente da un film hollywoodiano anni ’20 o dalle passerelle parigine. Come cantava Jo Squillo però… “siamo donne e oltre le gambe c’è di più” e Alessandra scavalca ogni stereotipo di genere che vede la donna solo come una bella statuina, diventando nel tempo assistente di volo.Oggi Alessandra Cotta è capo-cabina sull’aeromobile Boeing 787 Dreamliner per la compagnia aerea Norwegian.

“UN PROGRAMMA PRIVO DI CONTENUTI, NON VOGLIO LANCIARE NESSUN MESSAGGIO. DICONO CHE PROPONGO “UN INSOPPORTABILE CLIMA DA GITA SCOLASTICA IN TORPEDONE”. E ALLORA? COSA C’È DI MALE? SONO D’ACCORDO, SOLO CHE TOGLIEREI IL TERMINE INSOPPORTABILE. E POI ABOLIREI LA PAROLA VOLGARE, PERCHÉ IO PRETENDO DA TUTTI I MIEI COLLABORATORI DELLE INQUADRATURE CASTISSIME” Gianni Boncompagni

Chi era Alessandra 25 anni fa, chi è Alessandra oggi?

Una ragazza capitata per caso nel mondo dello spettacolo. All’epoca pensavo solo allo studio e mi ero appena iscritta a un’Agenzia di Moda e Spettacolo per guadagnare qualcosa. Il provino di Non è la Rai fu il primo provino in cui mi mandarono e nulla sapevo della trasmissione, iniziata già da un paio di mesi.

Non avevo neppure l’abbigliamento adatto, stavo per andarmene, rimasi solo su insistenza di un’agente di altra agenzia che mi disse ‘rientri perfettamente nella tipologia che cercano, rimani!’ Iniziò tutto così. Ero una ragazza molto semplice e credo di essere rimasta tale ancora oggi. Guardo ancora come e forse più di allora il mondo con occhi di meraviglia e gratitudine.

Se diamo un’occhiata al passato, qual è il sentimento che maggiormente prevale?

Molta tenerezza per quella ragazza piena di convinzioni e certezze sul suo futuro di biologa che sono state definitivamente cambiate dagli eventi.

C’è un lato di te, del tuo carattere o personalità che chi ti seguiva dell’epoca non ha mai conosciuto?

Credo la mia estrema insicurezza e timidezza. Quando Gianni mi sceglieva per qualcosa, il primo pensiero era sempre ‘Io?!’ Mi imbarazzavo abbastanza. Col tempo ho imparato a credere un po’ più in me stessa.

“Ce ne sono di altre tipologie. Pensiamo ad Amici per esempio. Gianni avrebbe voluto, a un certo punto, creare qualcosa di simile all’epoca

Manca alla tv di oggi un programma come Non è la Rai? Perché?

Non credo ‘manchi’. Ce ne sono di altre tipologie. Pensiamo ad Amici per esempio. Gianni avrebbe voluto, a un certo punto, creare qualcosa di simile all’epoca, da una ‘costola’ di Non è la Rai. Aveva iniziato, in mattinata, quando ancora andavamo in diretta nel dopopranzo, con un gruppo di noi più ristretto, a impartire lezioni di danza, dizione, poi non se ne è fatto più nulla. Ad oggi, il mondo va più veloce, i ragazzi sono più – possiamo dire – smaliziati?!

La formula della ‘ragazzina della porta accanto’ è stata sostituita da adolescenti con atteggiamenti e apparenze già da grandi. Noi prima di andare in onda venivamo controllate da Irene Ghergo, se troppo truccate erano guai. Era consentito solo un velo di mascara… oggi sarebbe impensabile.

Un episodio carino accadde un giorno quando, guardandomi, Irene mi disse ‘Lo sai che le ciglia finte assolutamente non sono permesse’ e io le risposi ‘Ma sono le mie’ … e lei… secca… ‘Allora non metterti neppure il mascara’!

Non è la Rai è stato tanto amato ma non sono nemmeno mancate le tante critiche degli addetti ai lavori o delle famiglie che proibivano di vedere la trasmissione ai figli. Ma se accendiamo la tv oggi, possiamo affermare che si stava meglio quando si stava peggio?

Sinceramente non c’era davvero nulla di provocante in Non è la Rai. Come dicevo appunto prima, altissimo era il controllo sul trucco, ma anche e soprattutto sugli atteggiamenti. Eravamo acqua e sapone, un gruppo di ragazzine che si divertivano e il cui intento era quello di far trascorrere ore piacevoli in totale spensieratezza a chi ci guardava da casa. Leggerezza ed allegria sono le due parole che mi sovvengono.

Come sarebbe stato Non è la Rai ai tempi dei social network? Credi avrebbe mantenuto la sua naturalezza?

Penso proprio di no. La bellezza di Non è la Rai è che andavi lì, facevi quello che facevi e una volta fuori dovevi aspettare l’indomani per ripetere l’esperienza. Con i social sarebbe stato tutto un selfie, un hashtag, un controllo del numero dei follower. Noi i nostri ‘follower’ li contavamo dalle lettere e striscioni che ricevevamo. La prima cosa, una volta arrivate agli studi, era andare in un ufficio apposito e controllare cosa fosse arrivato e per chi.

Onestamente, pesa a distanza di tanti anni essere ancora la ragazza di…

No, anzi! Il fatto che ancora oggi vengano trasmesse le puntate di Non è la Rai dopo decenni la dice lunga su quanto sia forte l’affetto di chi ci seguiva all’epoca. È un qualcosa di unico! Mi reputo fortunata di aver avuto la grande opportunità di essere entrata nelle case di così tanta gente e aver evidentemente lasciato con i nostri giochi e risate momenti di spensieratezza che ancora oggi vengono ricordati con piacere.

Alla fine, noi ragazze della porta accanto abbiamo incredibilmente e inaspettatamente trovato un posticino nella TV italiana e nel cuore di almeno un’intera generazione.

“Le serate in piazza, con gli amici, d’estate, senza un telefonino… volete mettere?!…”

Oggi va di moda l’hastag #machenesannoi2000…, cosa manca ai giovani di oggi rispetto a noi adolescenti di ieri?

Il tempo. Quello vero. Al di fuori dei social. Tutti a testa bassa negli smartphone dimentichi che basterebbe alzare la testa per vivere sul serio. Le serate in piazza, con gli amici, d’estate, senza un telefonino… volete mettere?!

I figli di ieri: una generazione che era felice con il poco che aveva. Oggi si ha tutto e si è sempre scontenti. Cosa ne pensi?

Ora parlo da anziana quale sono… le regole ragazzi. Noi avevamo le regole e se non rigavi dritto i genitori facevano i genitori. Oggi, i genitori giocano a fare gli amici. Si cerca di riempire i figli di cose invece che di tempo da trascorrere con loro.

Il ‘tutto e subito’ è un’altra rovina. Noi avevamo l’’Oscar dell’attesa’! Quanto aspettavi per qualcosa che volevi. Te la dovevi sudare e guadagnare, ma alla fine valeva il doppio! E i ‘no’ me li ricordo tutti, sono quelli che mi hanno resa adulta.



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