Pamela Petrarolo Non è la RAI, Special edition 25 years later

Pamela Petrarolo Non è la Rai – Sono passati esattamente 25 anni da quando Gianni Boncompagni mise la parola FINE a Non è la Rai, trasmissione che segnò un’intera generazione. Quella degli anni ’90. Più volte Boncompagni si trovò a rispondere a quanti la definivano trash il suo programma televisivo, un appellativo oggi che va per la maggiore, all’epoca ancora nuovo. Ma se pensiamo alla leggerezza, al colore, alla spensieratezza di una generazione senza Iphone e social network ma solo con tanti giochi e tante canzoni, possiamo davvero definirla trash?

E come sarebbe stata invece la generazione di oggi al ritmo di Please don’t go?  Di questo e di tanto altro ancora ne parleremo a partire da oggi con le vere protagoniste dell’epoca: le ragazze di Non è la Rai.

Pamela Petrarolo, Non è la RAI, oggi è una cantante

PAMELA PETRAROLO
Pamela Petrarolo

Ogni settimana pubblicheremo un’intervista alle beniamine di ieri che ancora oggi rimangono un punto fermo nei dolci ricordi di un’infanzia limpida e scatenata. Oggi parliamo di Pamela Petrarolo di Non è la Rai

Se provassimo a immaginare una gara fra le ragazze che hanno fatto la storia del programma televisivo Non è la Rai, Pamela Petrarolo correrebbe seriamente il rischio di vincere la medaglia d’oro. Conosciuta e apprezzata per essere THE VOICE della trasmissione, a Pamela sono state affidate le canzoni appartenenti ai più grandi della musica internazionale. Alzi la mano chi in tenera età non sia venuto a conoscenza di cavalli di razza come Aretha Franklin proprio grazie alle sue intense interpretazioni.

Protagonista assoluta fino alla fine della trasmissione, nel corso delle quattro edizioni abbiamo assistito a una crescita esponenziale di Pamela come artista a tutto tondo, culminata con l’incisione del secondo disco da solista – (il primo fu Io non vivo senza te, contenenti cover oltre al pezzo della Carrà, ndr) – Niente di importante, un album di inediti in italiano, dagli arrangiamenti più melodici. Indimenticabile la sua Difendimi, probabilmente l’inedito più bello che sia mai stato cantato all’interno della trasmissione.

La ricordiamo poco più di una bambina a Domenica In, dove conduceva un gioco per bambini, poi ballerina insieme alle sue amiche Eleonora, Angela ed Emanuela nel corso delle due prime edizioni di Non è la Rai, per poi sbocciare nella terza edizione dove inizia a interpretare con la sua voce pezzi molto impegnativi di repertorio soul. Sarà infine anche la coreografa nel corso della quarta e ultima edizione, la coreografa più giovane al mondo.

Sono passati tanti anni, 25 appunto! E nonostante, la partecipazione a La Fattoria, le ospitate e le esibizioni nel corso delle trasmissioni di Barbara D’Urso, All Together Now, gli spettacoli teatrali e il suo ultimo disco A metà, Pamela Petrarolo sarà per sempre Non è la Rai… oppure Non è la Rai sarà per sempre anche Pamela Petrarolo?

“UN PROGRAMMA PRIVO DI CONTENUTI, NON VOGLIO LANCIARE NESSUN MESSAGGIO. DICONO CHE PROPONGO “UN INSOPPORTABILE CLIMA DA GITA SCOLASTICA IN TORPEDONE”. E ALLORA? COSA C’È DI MALE? SONO D’ACCORDO, SOLO CHE TOGLIEREI IL TERMINE INSOPPORTABILE. E POI ABOLIREI LA PAROLA VOLGARE, PERCHÉ IO PRETENDO DA TUTTI I MIEI COLLABORATORI DELLE INQUADRATURE CASTISSIMEGianni Boncompagni

Pamela Petrarolo: “Oggi sono una donna realizzata…”

Chi era Pamela 25 anni fa, chi è Pamela oggi?

“Pamela 25 anni fa era una ragazzina piena di sogni e molto fortunata per averne realizzati molti nonostante la giovane età. Oggi sono una donna realizzata, sono mamma di due splendide ragazze, Alice di 17 anni e Angelica di 4 e mezzo e ancora con un cassetto pieno di sogni”.

Se diamo un’occhiata al passato, qual è il sentimento che maggiormente prevale?

“Il sentimento che maggiormente prevale pensando a 25 anni fa è sicuramente la nostalgia di quell’età spensierata!”

C’è un lato di te che chi ti seguiva dell’epoca non ha mai conosciuto?

“Sicuramente è sfuggita la parte più fragile umile ed emotiva che mi appartiene da sempre”.

“Oggi in Tv mancano tantissime cose, in assoluto il Varietà

Manca alla tv di oggi un programma come Non è la Rai? Perché?

Oggi in Tv mancano tantissime cose, in assoluto il Varietà. Un programma come Non è la Rai è un qualcosa che accade solo una volta nella vita ed è per questo che è diventato un Cult, più che mancare un programma come Non è la Rai mancano format originali di una Tv sempre meno spettacolare”.

Non è la Rai è stato tanto amato ma non sono nemmeno mancate le tante critiche degli addetti ai lavori o delle famiglie che proibivano di vedere la trasmissione ai figli. Ma se accendiamo la tv oggi, possiamo affermare che si stava meglio quando si stava peggio?

“In molti hanno criticato il programma degli anni 90, ma in molti lo vedevano: questo era il paradosso. Eravamo delle ragazzine acqua e sapone e piene di energia. Non è un caso se moltissime si rispecchiavano in noi con il desiderio di poter un giorno partecipare al programma”.

“Quante lettere di ammiratrici che mi chiedevano cosa dovevano fare per avere accesso anche soltanto a un provino!”

Come sarebbe stato Non è la Rai ai tempi dei social network? Credi avrebbe mantenuto la sua naturalezza?

“Non è la Rai ai tempi dei social sarebbe stato curioso poterlo vivere in prima persona. Secondo me l’unico neo sarebbe stato la fragilità per non essere in grado di affrontare, data la giovanissima età, il confronto con i vari leoni da tastiera”.


Onestamente, pesa a distanza di tanti anni essere ancora la ragazza di…

“Non mi è mai pesato e mai mi peserà essere la ragazza di Non è la Rai. Per me è motivo di orgoglio e felicità poterne parlare e averne fatto parte. Io devo tutto a questo programma e al mio pigmalione Gianni Boncompagni che mi ha insegnato la Tv e la musica già all’età di 12 anni”.

“#chenesannoiduemila guardando molte cose che sono in Tv oggi ci sta tutta!”

Oggi va di moda l’hastag #machenesannoi2000…, cosa manca ai giovani di oggi rispetto a noi adolescenti di ieri?

“#chenesannoiduemila guardando molte cose che sono in Tv oggi ci sta tutta! Non credo manchi qualcosa alle nuove generazioni, penso sia normale che ci sia un’evoluzione anche con la televisione e programmi come Non è la Rai secondo me oggi non avrebbero funzionato”.

I figli di ieri: una generazione che era felice con il poco che aveva. Oggi si ha tutto e si è sempre scontenti. Cosa ne pensi?

“Io sono mamma di un adolescente, chi meglio di me può rispondere a questa domanda! Noi ci accontentavamo di poco perché con poco stavamo bene. Oggi non si accontentano di nulla, si lamentano e pretendono. Però c’è da dire che delle volte noi genitori non siamo un proprio un bell’esempio!”

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