La dolce nostalgia di Patrizia Abbadi Non è la RAI Special edition 25 years later

Patrizia Abbadi Non è la Rai – Sono passati esattamente 25 anni da quando Gianni Boncompagni mise la parola FINE a Non è la Rai, trasmissione che segnò un’intera generazione. Quella degli anni ’90. Più volte Boncompagni si trovò a rispondere a quanti la definivano trash il suo programma televisivo, un appellativo oggi che va per la maggiore, all’epoca ancora nuovo. Ma se pensiamo alla leggerezza, al colore, alla spensieratezza di una generazione senza Iphone e social network ma solo con tanti giochi e tante canzoni, possiamo davvero definirla trash?

E come sarebbe stata invece la generazione di oggi al ritmo di Please don’t go?  Di questo e di tanto altro ancora ne parleremo a partire da oggi con le vere protagoniste dell’epoca: le ragazze di Non è la Rai.

Patrizia Abbadi, Non è la RAI, ex Bulli e Pupe

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Patrizia Abbadi Non è la RAI

Ogni settimana pubblicheremo un’intervista alle beniamine di ieri che ancora oggi rimangono un punto fermo nei dolci ricordi di un’infanzia limpida e scatenata. Chi non si ricorda di una cascata di ricci su un viso di porcellana? Stiamo parlando di Patrizia Abbadi, fra le veterane di Non è la Rai. 

Patrizia esordisce a “Bulli e pupe (versione estiva in prima serata del programma televisivo) per poi prendere parte a due edizioni del programma, 1992/93, 1993/94. Oggi Patrizia è una mamma felice e una fotografa affermata.

” Un programma privo di contenuti, non voglio lanciare nessun messaggio. Dicono che propongo “un insopportabile clima da gita scolastica in torpedone”. E allora? Cosa c’è di male? Sono d’accordo, solo che toglierei il termine insopportabile. E poi abolirei la parola volgare, perché io pretendo da tutti i miei collaboratori delle inquadrature castissime”

Gianni Boncompagni

Patrizia: “Trovo che sia giusto….approfondire ciò che viene visto in tv”

Chi era Patrizia Abbadi 25 anni fa, chi è oggi?

“Patrizia 25 anni fa era una ragazza allegra, piena di sogni da realizzare. Quell’allegria, nonostante il tempo che è passato e tante tante esperienze di vita più o meno belle, c’è ed è ancora tanta, e anche i sogni di allora in parte sono stati realizzati e altri sono ancora lì per essere tirati fuori.”

Se diamo un’occhiata al passato, qual è il sentimento che maggiormente prevale?

“Il sentimento che prevale guardando al passato è una “dolce nostalgia” anche se sono molto contenta del percorso di vita e lavorativo avuto dopo.”

C’è un lato di te, del tuo carattere o personalità di chi ti seguiva all’epoca che non hanno mai conosciuto?

“Forse un po’ della mia follia.”

Manca alla tv di oggi un programma come Non è la Rai? 

“Forse un programma come Non è la Rai sarebbe apprezzato anche adesso, diciamo che se ne dovrebbe inventare una versione 2.0. Le app come Tik Tok sono sicuramente una proiezione simile a ciò che facevamo noi in trasmissione.”

“ Vedo tanto entusiasmo, tanta voglia di fare, tanto talento ”

Non è la Rai è stato tanto amato ma non sono mancate le critiche dagli addetti ai lavori, alle tante famiglie che proibivano di vedere la trasmissione ai figli. Se accendiamo la tv oggi, possiamo affermare secondo un vecchio detto che… si stava meglio quando si stava peggio?

“Trovo che sia giusto per un genitore approfondire ciò che viene visto dai figli in tv allora o su internet ora. Se qualcuno ritenne che ciò che facevamo a Non è la Rai potesse nuocere alla crescita emotiva dei ragazzi che lo guardavano, si sarà dovuto certamente ricredere con ciò che ora gira su internet e in tv, ma ovviamente paragonare i due momenti storici così distanti tra di loro non si può.”

Come sarebbe stato Non è la Rai ai tempi dei social network? Credi avrebbe mantenuto la sua naturalezza?

“Ognuna di noi, anche le meno conosciute, aveva un suo seguito, un suo Fan Cub e riceveva lettere e regali in continuazione. Quello che avrebbe potuto esserci con i social sarebbe stato solo un feedback più veloce con internet; ma ti assicuro che l’affetto che abbiamo ricevuto allora e che riceviamo ancora, non avrebbe potuto essere di più.
Magari un social ci avrebbe potuto avvicinare ancora di più ai nostri fans permettendoci di poter interagire con loro ancora di più, ma non so se questo avrebbe tolto naturalezza al programma”

Onestamente, pesa a distanza di tanti anni essere ancora la ragazza di…

“No, per niente. Non pesa affatto. Ne sono orgogliosa, mi sono divertita, ed è stata un’esperienza televisiva alla quale per me dopo ne sono seguite tante altre che mi ha permesso di crescere sia professionalmente che nella vita.”

Abbadi: “Penso che la scontentezza serva a migliorarsi”

Oggi va di moda l’hasthag #machenesannoi2000: cosa manca ai giovani di oggi rispetto a quello che abbiamo avuto noi adolescenti di ieri?

“Io penso che non manchi nulla agli adolescenti di oggi rispetto a noi. Vedo tanto entusiasmo, tanta voglia di fare, tanto talento ora come allora. Anche un tempo esistevano ragazzi privi di gioia e di valori e probabilmente sono genitori e zii di quelli che oggi sono allo stesso modo. Nessun detto è più appropriato di “La mela non cade mai lontano dall’albero.”

I figli di ieri: una generazione che era felice con il poco che aveva. Oggi si ha tutto e si è sempre scontenti. Cosa ne pensi?

“E’ tutta la vita che sento criticare i giovani di superficialità rispetto ai ragazzi di un tempo. Gli stessi discorsi venivano fatti a noi, che eravamo così diversi dai nostri genitori e dai nostri nonni e venivamo criticati per essere scontenti. Penso che la scontentezza serva a migliorarsi, ad andare avanti e forse anche a pretendere di più, per cui forse è un sentimento necessario ai giovani per generare cambiamento.”

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