Irene Vella giornalista e scrittrice, e autrice della poesia Era l’11 Marzo del 2020. Irene Vella, blogger e inviata dei noti programmi televisivi di Mediaset come Verissimo e Pomeriggio 5. Ma la giornalista Irene Vella è anche una moglie e mamma che anni fa compì un gesto di straordinaria generosità: donare il proprio rene al suo uomo. Andiamo a scoprire cosa ha ci ha raccontato l’inviata di Casa Mediaset nell’Intervista di oggi.

Irene Vella, Era l’11 Marzo del 2020

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L’Intervista a Irene Vella, Era l’11 Marzo del 2020

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L’Intervista a Irene Vella giornalista e scrittrice. Ciao Irene e benvenuta sulle pagine di Gentevip! La prima domanda che mi salta in mente è se c’è “une petite madeleine” per dirla alla Proust che ha fatto nascere ” Era l’11 Marzo del 2020″?

“ Direi che le “petites madeleines” esistono, e sono due. Di sicuro le circostanze in cui ognuno di noi si è venuto a trovare dopo che l’Italia intera è stata dichiarata zona rossa. Ero nel mio giardino intenta ad ammirare la fioritura della magnolia mentre contemporaneamente osservavo mio marito sistemare il nostro orto, riflettendo sulla sua situazione di immunodepresso (è trapiantato di rene, che gli ho donato ormai diciassette anni fa) e quindi sulla sua fragilità alle prese con questo virus sconosciuto ”.

“ Cercando di scacciare la paura mi è venuta in soccorso la primavera con i suoi colori e i suoi profumi, che nonostante tutto stava esplodendo davanti ai miei occhi. Il paragone con la nostra vita mi è venuto spontaneo ed ho pensato che come stagioni stavano andando avanti ignare del virus e delle morti, anche noi avremmo superato insieme anche questa. Ed è quello che ci auguriamo tutti ”.

Hai dato voce e scrittura a tutti noi! Sentivi in cuor tuo che avresti scosso lo stato d’animo del popolo di Facebook per poi andare oltre?

“ Sinceramente mi era già capitato che qualche mio scritto, post o poesia fossero diventati virali, ma non così. Quello che è successo con “La Primavera non lo sapeva” è andato al di là di qualunque immaginazione. È stata tradotta in quattordici lingue, diventando virale nel mondo, mi scrivono ogni giorno da un continente diverso, America, Europa, Asia ”.

“ Ho parlato con Colombiani, Messicani, Spagnoli, Olandesi, Tedeschi, Francesi, Islandesi.
Le parole sono diventate un murales in Germania. Un video spettacolare in Spagna.
Sono rimbalzate fino all’Ophra Magazine a New York, mi hanno mandato foto di giacchetti con alcune frasi… un successo interplanetario. Ormai tutti conoscono quella poesia, ed io posso dire di essere davvero orgogliosa di me ”.

 I lettori sono curiosi di sapere se potremo presto trovare in tutte le librerie una tua raccolta di poesie partendo da Era l’11 Marzo

“ Mi hanno chiesto di inserire la poesia in varie raccolte, anche per beneficenza, e io ho dato il mio benestare. Non so se riuscirò mai ad essere all’altezza di questa mia poesia, però sto scrivendo tre romanzi che saranno pubblicati nell’arco del prossimo anno, ho trovato una casa editrice che ha creduto in me e sta per mettermi sotto contratto. Sono molto felice, e appena ci saranno novità sulla data di uscita vi metterò al corrente ”.

Giornalista e inviata, hai rinunciato alla tua carriera per qualcosa di più grande, per l’essenziale, ovvero l’amore…

“ È stata una rinuncia dolorosa, ho sofferto e pianto tutte le lacrime che avevo in corpo, una volta finite mi sono rimboccata le maniche e ho cercato di capire come poter tornare a lavorare pur rimanendo accanto alla mia famiglia ”.

“ Quando mio marito è stato ricoverato per la seconda volta, ho avuto paura di perderlo, e la decisione è stata immediata e spontanea, niente nella mia vita vale come la famiglia, è una scelta che ho fatto tanto tempo fa e che continuerò a fare per sempre. E la vita questa volta mi ha ricambiato con un successo planetario. Che dire. Forse la primavera lo sapeva? ”

Cosa significa davvero donare?

“ Donare significa dare una parte di sé senza aspettarsi nulla in cambio, che sia un oggetto, un progetto o delle parole. L’importante è farlo senza secondi fini ”.

Cos’è la scrittura per Irene?

“ È il mio posto segreto, è dove trovo riparo quando tutto intorno sembra crollare, è dove piango lacrime di disperazione, o rido a crepapelle. La scrittura è la mia cura. Scrivo da quando ho memoria. E continuerò a scrivere fino a quando le mani me lo permetteranno. E gli occhi riusciranno a vedere ”.

Sei l’autrice di Credevo fosse un’amica e invece era una stronza, dedicato al tema del bullismo al femminile. In queste settimane c’è il rischio che stando sempre in casa, aumenti il fenomeno del cyberbullismo. Vogliamo lanciare un messaggio ai nostri adolescenti?

“ Io penso che i ragazzi invece stiano reagendo in modo eccezionale a questa situazione di clausura forzata. Almeno io vedo in casa il mio sedicenne in piena adolescenza e la grande all’università. Nella sfortuna questa quarantena almeno è capitata in un momento storico in cui tutti i ragazzi possiedono uno smartphone o un pc per poter continuare a vedersi e a sentirsi almeno virtualmente ”.

“ Mi auguro che chi era bullo prima possa cambiare e prendere il buono da questo periodo.
Di cyber-bullismo si muore e la vita è già abbastanza difficile così, forse questa situazione riuscirà a sistemare le priorità nella vita di chi ha fatto del male al suo compagno di scuola senza motivo. Uniti ce la faremo. Anche a diventare la parte migliore di noi ”.

Quali sono in tuoi prossimi progetti creativi?

“ Prossimamente debutterò come rubricista nel più grande portale al femminile Dilei, e sono davvero onorata perché ne condivido in pieno la mission e i contenuti, pubblicherò i miei libri con una grande casa editrice indipendente di Torino, il cui direttore stimo tantissimo, e sto valutando una serie di proposte che mi sono arrivate in questi giorni. A questo punto ne sono certa. La primavera aveva previsto tutto. Andrà tutto bene ”.

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