E’ il direttore creativo di Trap Art, uno dei marchi più in voga del momento, ruolo che le ha permesso di mettersi in luce come eccellente professionista, oltre che infaticabile lavoratrice dotata di estro, buon gusto e fantasia. Lei é Rita Arrotino, donna poliedrica e ricca di sfaccettature, che ha accettato di commentare per Gentevip il look delle principali star che hanno calcato il prestigioso red-carpet della sessantasettesima edizione, ancora in corso, del Festival del Cinema di Cannes 2014.

Rita Arrotino commenta il look  red carpet Festival di Cannes 2014
Rita Arrotino commenta il look red carpet Festival di Cannes 2014

Trap Art è il brand moda che ti vede impegnata tra le sue molteplici attività come direttore creativo. Come è nata l’idea di dar vita al progetto?

Le nostre imprese si occupano da anni di comunicazione a tutto tondo e in una riflessione sui nuovi sviluppi di essa, abbiamo ritenuto che la moda ne fosse una imprescindibile… E sulle rive della Senna è nata l’idea di comunicare in questo modo. Attraverso dei capi che raccontassero qualcosa di vero, pragmatico e confuso. Da direttore creativo, posso aggiungere, che la nascita di un’idea ha intrinseca in sè la stessa caratteristica di ogni nascita: l’amore come movente e la passione come cedente.

Moda e cinema sposano appieno la vostra mission comunicativa, come nasce questa idea e come la state sviluppando?

La nostra moda è concettuale, bando agli intellettualismi, Trap Art è una moda che guarda alle arti. La settima arte è senz’altro la più moderna e ci piace raccontarla, omaggiarla, deriderla e celebrarla.

In questi giorni il glamour per eccellenza sfila al 67mo Festival di Cannes, ci dai qualche giudizio sulle star che hanno calcato il red carpet più osannato al mondo?

Julianne Moore indossava una tunica azzurrina sbiadita che avrebbe reso qualsiasi altra donna somigliante a Suor Cristina (partecipante di “The Voice”, n.d.r.), invece era perfetta, raggiante e sicura. 10 e lode. Monica Bellucci, in pizzo nero, gonfia il petto agli Italiani, e non indossa Dolce & Gabbana. Lei è Dolce & Gabbana. Sembra di sentire il profumo di agrumi per quanto è meravigliosamente siciliana la sua ispirazione di look.10 e lode. Giusto per non essere troppo buoni: Sofia Coppola ha fatto jackpot di uscite disastrose. Male, male: zeppe, taffetà e lunghezze di abito sempre indecise, 5 (la bontà è dovuta alla regia di “Lost in translation” e “Il giardino delle vergini suicide”) . Infine: Cate Blanchett divina ad ogni uscita ufficiale e informale.

Il personaggio a cui stravolgeresti l’immagine e perché?

Mark Zuckerberg. Ha le carte e i colori (e 27 miliardi di dollari), per curare il look e diventare un Hipster o un Radical Chic. E invece, resta l’immagine da vittima di bullismo della Ardsley High School.

Trap Art si identifica spesso come una realtà eterna sognatrice, quali sogni da realizzare?

Sogniamo di essere ovunque. In tutti i posti che contano e in tutti i posti dimenticati. In tutti i sud del mondo. Ci impegniamo col sociale, realizziamo linee i cui devoluti vanno in beneficenza per cause in cui crediamo, produciamo con immensa fatica bellezza e lo facciamo con ecosostenibilità, nel rispetto dell’ambiente, del lavoro e del mondo animale. Noi crediamo in tutto ciò per cui vale la pena credere. “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni. Senza cuore saremmo solo macchine.”

Progetti in programma?

Tanti: apertura del negozio pilota, nella città che ha dato i natali all’impresa: Torre del Greco, Napoli. Un’apertura nello show-room nel cuore della moda Italiana: Milano. Apertura, infine, con Trap Art Cafè, nel cuore dell’isola più suggestiva d’Italia: la bellissima Sicilia.

LASCIA UN COMMENTO