Cara Maria,
perdonami se uso un tono così confidenziale e se mi permetto di darti del “tu” anche se non ho ancora avuto la gioia di poterti parlare di persona. Eppure tu mi esprimi fiducia, dolcezza e familiarità. Familiarità sì, una parola che oggi mi fa stringere il cuore: ho perso sette anni fa il mio amato padre e soltanto due anni fa mia madre. Porto ancora i segni di questa improvvisa perdita su di me: ci sono delle notti che non riesco ad addormentarmi in preda a dei terribili incubi. Mi mancano, mi mancano terribilmente! Sai, loro erano il mio punto di riferimento, la mia guida, le uniche persone che mi hanno capita e che soprattutto non mi hanno mai giudicata per la mia scelta: quando ho deciso di diventare donna da uomo che ero mi sono stati vicini e non hanno mai puntato il dito contro di me.


Quel dito che invece mi punta addosso tanta ( troppa?) gente quando cammino per strada o quando trovo il coraggio di parlare d’amore. Ecco allora che si accaniscono contro di me, facendomi chiaramente intendere che “una come me” non può essere amata e rispettata. “Una come”, Maria? Una donna di ventinove anni seria, dolce e romantica che vuole vivere serenamente la sua vita? Perchè non posso sentire l’affetto di un uomo, il calore di un suo abbraccio quando la sera torna a casa da lavoro? Perchè non posso sentirmi trattata come “qualcosa di prezioso”, da maneggiare con cura e con rispetto? Non possiedo forse anch’io quel muscolo pulsante chiamato cuore? Non posso pertanto provare io dei sentimenti?

E tu mi dirai: sei bella, intelligente e una donna di mondo, possibile che non trovi nessuno?
Hai ragione a farmi questa domanda e -forse- anch’io se fossi al tuo posto la farei.

La verità è che gli uomini che incominciano una relazione con me non vogliono fare sul serio: mi corteggiano, mi prendono e poi mi buttano via come uno straccio vecchio. Sì, per loro sono solo uno “strumento di sollazzo” per qualche notte. Poi, quando io chiedo umilmente, di uscire allo scoperto, di mostrarsi con me alla luce del sole, mi danno della pazza e addirittura negano ogni legame sentimentale. E’ questo è accaduto sia con uomini che non fanno il mio lavoro sia con uomini appartenenti al mondo dello spettacolo.

E io a quel punto mi ritrovo nuovamente sola, in balia dei miei sogni infranti. Soffro, soffro tantissimo per il dolore che queste persone mi provocano ogni volta ma io di loro non ne posso fare a meno: mi illudo che ogni volta sarà diverso ma non è mai stato così. Almeno fino ad ora!

Perchè, Maria? Perchè anche una ragazza trans come me non può amare ed essere amata? Tu riesci a trovare una risposta?

Io sono veramente stanca di questa situazione e soprattutto mi sento “vuota”: che vita è una vita senza amore? La vita non è- forse- il più bel esempio di cosa può portare un semplice ma nel contempo immenso gesto d’amore tra due persone?

Vorrei anch’io provare quel “brivido” chiamato amore. Tu vuoi aiutarmi?

Ti prego, Maria, non riesco a uscire da questo tunnel: vedo tanto buio attorno a me e poca, pochissima luce!

Vuoi aiutarmi tu a farla risplendere questa luce? Invitami a “Uomini e Donne”!

E chissà che anch’io- povera ragazza trans illusa dall’amore- non possa davvero trovare un uomo speciale che sappia amarmi e rispettarmi per quella che sono.

Ti abbraccio forte.

Con affetto,

Manila Gorio

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