Gerard Depardieu l’attore francese recentemente al centro di un ripensamento sul film Welcome to New York che lo vede protagonista, torna ad essere al centro di alcune polemiche. Questa volta non c’entrano le scene di sesso più o meno spinte che ha girato, bensì le sue giravolte per evitare il fisco. Procediamo con ordine. Depardieu è cittadino russo dal gennaio 2013 quando Putin concesse il passaporto all’attore. Quest’ultimo infatti dopo la vittoria di Hollande in Francia nel 2012, si è voluto “trasferire” in seguito alla decisione presa dal leader socialista di tassare al 75% i redditi alti. Eppure gli escamotage non finiscono qui. Il quotidiano Izvestia fa sapere infatti che quando un anno fa Gerard (come affettuosamente lo chiama Putin) ha consegnato la sua prima dichiarazione dei redditi al fisco russo, ha avuto solo il 6% di aliquota applicata in quanto impresa individuale.

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Gerard Depardieu, dichiarazione dei redditi in Russia per pagare meno tasse

Infatti quanto Depardieu ottenuta la cittadinanza a Saransk, capitale della Mordovia, regione a 650 km a Est di Mosca aveva affermato di voler aprire un ristorante ed un centro artistico, promesse finora rimaste tali. La denuncia è questa: l’attore francese paga solo il 6% di aliquota in quanto impresa individuale (quelle cioè che non dichiarano più di 60 milioni di rubli, 1,3 milioni di euro circa), invece che il normale 13%, applicato alla maggior parte dei contribuenti russi, ma finora non ha realizzato un bel niente. Non solo a Saransk non c’è nessuna attività di proprietà di Depardieu, ma quest’ultimo non torna in Mordovia da più di un anno. Aspettiamo delucidazione dal diretto interessato.

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