Torna a parlare Monika Lewinsky, la donna che fece tremare la Casa Bianca, quando nel 1995 fu al centro dello scandalo noto come Sexgate. La allora stagista ventenne fu l’amante di Bill Clinton, quando il democratico era presidente degli Stati Uniti d’America. Il futuro nonno Bill, dapprima mentì sulla relazione ma, in un secondo momento, ammise il flirt portando così la vicenda alla conclusione. Monica è rimasta così per vent’anni l’amante più famose d’America e, proprio ora, in piena corsa per le presidenziali del 2016 torna a raccontare la sua verità. Sembra infatti probabile che dietro all’intervista alla Lewinsky (in uscita sul prossimo numero di Vanity Fair USA), ci sia una precisa mossa del partito repubblicano per screditare la campagna elettorale di Hillary Clinton.

Monica Lewinsky: Sexgate, dopo vent'anni le sue verità
Monica Lewinsky, tutta la verità sulla sua storia con Bill Clinton

Quali che siano le ragioni del gesto di Monica, lo sfogo appare sincero e accorato. La psicologa ormai quarantenne dopo aver specificato che la sua relazione fu quella di due adulti consenzienti (in un primo momento infatti Clinton fu accusato di molestie sessuali) parla del post Sexgate e della manipolazione mediatica ad opera dell’entourage democratico. “Gli abusi sono arrivati dopo, quando hanno voluto fare di me un capro espiatorio per proteggere la sua posizione”. La “matta narcisista” come la definì Hillary racconta come l’umiliazione subita a vent’anni ha poi influenzato tutta la vita professionale di una giovane neolaureata: “dopo la curiosità iniziale non risultavo mai adatta. Mi dicevano che avevo le carte in regola, ma in occasione di ogni evento pubblico, la stampa sarebbe stata lì solo per me” dice a proposito dei colloqui. A invogliare Monica a parlare è stato, secondo le sue parole, il suicidio di Tyler Clementi, il ragazzo che due anni fa si è tolto la vita a causa di un video diffuso in rete in cui baciava un altro ragazzo. Monica, infatti ha dichiarato di essersi sentita molto vicina alla storia del ragazzo, marchiato a vita come a lei da uno scandalo.

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