Ormai è consuetudine per i politici commentare in tempo reale ospitate, opinioni, ed eventi di ogni genere attraverso Twitter, ben ce lo insegna Matteo Salvini. Sembra però che questa abitudine valga per qualunque tipo di evento, anche per quelli più ufficiali e di una certa importanza, e a toglierci ogni dubbio è proprio Matteo Renzi. Il Premier infatti nonostante fosse impegnato ai lavori della direzione nazionale del Pd, non ha potuto fare a meno di stare al cellulare scambiandosi divertenti tweet con il rapper J-Ax.

J-Ax provoca Matteo Renzi su Twitter

J-Ax sfida Matteo Renzi: Battute a ritmo di tweet durante la direzione nazionale del Pd
J-Ax e Matteo Renzi a colpi di tweet durante la direzione del Pd

Naturalmente a lanciare la sfida è stato l’ex rapper degli Articolo 31 con un tweet ironico: “Oggi rimetto a posto le foto su FB. Praticamente passo il pomeriggio come l’assistente di Renzi”. In realtà è probabile che J-Ax al momento del tweet non immaginasse che a rispondergli sarebbe stato proprio il Premier: “@jaxofficial Magari! A me servirebbe Photoshop, più che l’assistente. Ma è… il bello di essere brutti”, con tanto di emoticon sorridente sul finale. Preciso e puntato il tweet di Renzi, che tra le righe ha fatto riferimento al nuovo album del rapper “Il bello d’esser brutti”, e naturalmente J-Ax non poteva certo mettersi a tacere così.

“@matteorenzi Presidente, non la vediamo quasi su nulla allo stesso modo, ma se le serve un sottosegretario alla legalizzazione io ci sono!;)“, occasione che J-Ax si è preso per mettere in luce i temi politici che maggiormente gli sono a cuore.

“Il bello di essere brutti”, lo scambio di battute su Twitter durante la direzione nazionale del Pd

Uno scambio di battute che non ha mancato di conquistare l’attenzione del popolo del web, per quanto il Premier fosse avesse un impegno più importante che scambiare tweet con J-Ax, e forse la noia durante la conferenza deve aver preso il sopravvento o anche quel sottile piacere di riuscire a tenere alta l’attenzione anche di quei giovani che oggi con la politica non riescono più a instaurare un rapporto.

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