Gossip – Renato Zero, come precedentemente annunciato, è stato ospite di Carlo Conti allo show “I migliori anni” che è tornato ad intrattenere e deliziare il pubblico. La presenza dell’artista ha scatenato il suo esercito di sorcini, subito sintonizzati su Rai Uno per ascoltare le sue parole e rivivere con lui il passato.

Renato Zero ha aperto la prima puntata della nuova stagione del programma “I migliori anni, esibendosi con il brano “I migliori anni della nostra vita” e ha poi cantato “Chiedi” e “Il tuo sorriso“, tratti dal suo ultimo album “ALT”. L’artista, insieme al conduttore Carlo Conti, ha ripercorso gli anni della sua carriera, iniziando proprio dal suo primo 45 giri, “In mezzo ai guai” e ha dichiarato di provare “tenerezza assoluta per questo pischelletto che si è barcamenato tra l’aristocrazia di Via Libetta, del centro storico di Roma e questa borgata, anche abbastanza avara di complimenti che è la Montagnola“, ovvero il Renato di allora. E ancora una volta ha voluto ribadire la sua visione ampia del mondo: “Bisogna avere a che fare con i principi e di questi cosiddetti coatti e i ragazzi meno fortunati“.

Renato Zero a “I migliori anni” ricorda il suo percorso artistico

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Renato Zero ospite su Rai Uno al programma “I migliori anni”

E del passato cosa porterebbe con sé Renato Zero? Dagli anni ’70, per esempio? In merito ha detto: “L’Italia era ancora acerba, poco disponibile al cambio, alla trasformazione e a trovarsi di fronte un fenomeno come Renato Zero. Quegli anni ’70 lì hanno significato veramente una palestra mirabile“. Sempre pronto ad affrontare qualsiasi tipo di circostanza, insomma, in quegli anni Renato ha formato se stesso. Ma guardando al suo percorso e alle clip mandate in onda durante lo show, Renato dice anche: “Sono scandalizzato al pensiero di come sono riuscito a fare tutta questa roba! E se mi devo fare un appunto lo faccio alla mia esagerata produzione musicale. Devo dire che molti brani che magari non sono stati mostrati questa sera hanno tutta la pretesa di poter essere dei momenti importanti nella vita del paese in cui vivo. Perché effettivamente quando i miei mi salutavano per andare sulle loro imbarcazioni a prendere il sole a Santa Marinella o a Ostia, io me ne stavo con il mio computer e la mia chitarra a scrivere pezzi… e devo dire che ho esagerato molto!“. Ma a quanto pare questo molto è davvero caro al pubblico.

Nella sua storia, poi, Renato Zero ritiene di aver ricevuto molti regali dalla vita, oltre che penalizzazioni e rifiuti. Tra le gioie della sua carriera ci sono le persone, i talenti che ha incontrato e i sogni che ha realizzato anche grazie ad esse. L’artista si commuove nel rivedere se stesso nel duetto insieme al grande Lucio Dalla, per il quale in studio è seguito uno scroscio di applausi ad omaggiare l’artista scomparso.

Renato ha poi dichiarato: “Poter accostare la mia umile persona di uomo e di artista a delle realtà così alte della cultura italiana è stato per me il premio più bello. Non ho ricevuto targhe, Presidente mi dispiace di non essere venuto a prendere la croce da cavaliere ma ero impegnato!“. E proprio sulla scia dell’argomento politico, ricorrente nel suo album, dice al paese: “Noi andiamo avanti perché siamo un popolo eccezionale, le istituzioni prima o poi lo capiranno, ma forse sarà tardi perché avremo un parlamento fatto di persone che lavorano all’Ama e ferrovieri, italiani semplici che non raccontano cazzate“.

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