Abbiamo seguito la vicenda del caso Corona fino alla scarcerazione di Fabrizio, rispetto alla quale si è tanto parlato in questi giorni. Abbiamo sentito diverse opinioni e assistito a reazioni differenti: da quella critica di Nina Moric, a quella assente di Belen Rodriguez fino a quella entusiastica e felice di mamma Gabriella. Il pubblico ha espresso il suo supporto al ritorno di Fabrizio e il diretto interessato ha dato i primi segni del suo ritorno alla vita libera attraverso alcuni selfie su Instagram, accompagnati dall’hashtag #sipuede. La condizione per l’uscita dal carcere, però, è l’affidamento alla Comunità Exodus di Don Antonio Mazzi. Il resto della pena, ovvero i prossimi cinque anni, saranno scontati da Fabrizio nella suddetta comunità nella quale sarà impegnato in diversi servizi sociali. Ma rispetto alle condizioni della prigione e alle conseguenze che questa aveva sul suo stato psicologico e fisico, di certo si tratta di una conquista più che notevole. L’affidamento all’Exodus è per i primi sei mesi una prova per valutare la condotta di Corona. Passato questo periodo, il tribunale valuterà se estendere o meno la sua permanenza lì. L’unico motivo per il quale Fabrizio potrà allontanarsi dalla sua comunità saranno i lavori in esterna, ma per nessun altra ragione potrà lasciarla. La grande consolazione, però, è la libertà di ricevere visite da amici e parenti, che sono intenzionati ad aiutare Corona nella sua fase di ripresa.

Fabrizio Corona news
Fabrizio Corona (foto Instagram)

Fabrizio Corona lavora sul fisico e sulla mente nella Comunità di Don Antonio Mazzi

L’avvocato dell’ex-fotografo, Ivano Chiesa, ha suggerito a Fabrizio di tenersi lontano dalle finestre della comunità per evitare scatti rubati. Il consiglio, quindi, è quello di non esporsi troppo a livello mediatico. Niente di male in un selfie in palestra, quindi, ma senza esagerare. Corona deve concentrarsi su se stesso ed impegnarsi nel servizio sociale: questi sono i suoi unici pensieri. Stando ai primi confronti con Chiesa, Fabrizio si troverebbe davvero molto bene nella Comunità, con la sua stanzetta, il notebook e gli altri otto ragazzi lì stanziati. Ha condiviso un dettaglio più allegro parlando di ciò che ha mangiato: il suo primo pasto, preparato da Michele che ha imparato a cucinare in carcere, sono state delle pennette integrali. “Ci teniamo in forma”, ha detto. In merito al passato e al suo cambiamento di prospettiva ha invece detto:

Il carcere ti cambia. Sono un uomo che vale cento volte di più. Io vivevo a duemila, avevo una moglie come Belen, le serate all’Hollywood, poi entri in carcere e trovi storie umane che ti resettano completamente. Mi guardavano a vista, per paura di gesti autolesionistici. Avevo fondato una squadra di calcio, i Corona’s. Stavo in porta, non ero male. Ho dato a tutti una maglietta della Corona’s . Poi il direttore non ha voluto“.

Fabrizio Corona tossicodipendente? E’ un capitolo chiuso

E ha poi continuato, con un forte senso di autocritica:

Tre anni fa ero tossicodipendente. Avevo in banca milioni di euro e sono stato arrestato perché ho usato una banconota falsa. Ma vi sembra il comportamento di uno lucido?

Si risolleva, quindi, la questione dell’abuso di droghe che, a detta di Fabrizio, è una questione ormai chiusa. Le allusioni di Lele Mora e Nina Moric avevano fatto intendere il contrario, ma sembra che l’unico vizio rimasto a Corona sia quello delle sigarette.

 

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