Sebastiano Rizzo, attore e regista insignito del premio nazionale “Bronzi di Riace” 2012. Il cortometraggio “La ricotta e il caffè” regia di Sebastiano Rizzo, scritto da Camilla Cuparo, è stato finalista del concorso “Tulipani di Seta Nera: un sorriso diverso”. Ha vinto il premio della sezione speciale dedicata al valore sul lavoro e Vincitore del premio Miglior Regia del Festival del Cinema di Tropea 2013, vincitore del Premio Ciak Calabria e premio della Critica al Mendicino Corto. Protagonista è Luca Ward, il film è dedicato a Giuseppe Fava, giornalista ucciso dalla mafia nel 1984. La storia racconta l’uomo dal punto di vista della figlia Elena Fava, descrive l’uomo, il padre, lo scrittore e l’artista simbolo del movimento antimafia. L’opera prima di Sebastiano Rizzo è “Nomi e Cognomi “, film in uscita nelle sale nella prossima stagione, ambientata in un paese del sud ed incentrata sull’impegno civile di un giornalismo coraggioso che si oppone al degrado sociale e morale causato dalla criminalità, protagonista è l’attore Enrico Lo Verso. In esclusiva a GenteVip.

Sebastiano Rizzo intervista esclusiva a GenteVip
Sebastiano Rizzo intervista esclusiva a GenteVip

Sebastiano Rizzo, attore e regista insignito di diversi premi. Se fossi un personaggio, come ti descriveresti?

Testardo… generoso… eclettico.

Recentemente il cortometraggio “La ricotta e il caffè” ha partecipato al festival “Tulipani di Seta Nera” vincendo il premio sezione speciale. Cosa ti ha spinto a scegliere un tema così importante e delicato?

La voglia di raccontare storie vere.. la voglia di dare voce a tante persone le quali subiscono in silenzio, vedi il corto tratta la storia di Pippo Fava.. giornalista ucciso dalla mafia.. il film racchiude il mondo dei giornalisti vittime di ricatti e minacce, il mio istinto è questo, voler raccontare lo spaccato di vita vera.

Qual è stata la reazione del pubblico?

Il pubblico ha molto apprezzato chiedendomi al tempo dei primi cortometraggi di poterne realizzare un lungometraggio.. ed è stato accontentato.

Il film “Nomi e Cognomi” è incentrato sull’impegno civile di un giornalismo che ha il coraggio di opporsi al degrado causato dalla criminalità. Hai incontrato difficoltà per la sua realizzazione?

Sì, le difficoltà sono state diverse ma in realtà già al tempo del corto, ma eviterei di parlarne, è un argomento delicato. Immaginate il tema, i problemi d’oggi, vi lascio immaginare…siamo in Italia.

I progetti che hai realizzato possono essere definiti film denuncia o film d’inchiesta?

Direi più che denuncia o inchiesta, vogliono essere la parte vera dell’Italia…il lato dei fatti che spesso viene omesso al grande pubblico e noi cerchiamo di rigirare la medaglia e raccontare cose, fatti e persone. Fino a che ci riuscirò, lo farò.

Hai partecipato alla fiction in onda su canale 5 “Le mani dentro la città”. Come ti sei trovato nel cast?

Il cast è stato straordinario, un gruppo affiatatissimo, oltre alla troup e al regista Alessandro Angelini il quale è riuscito a creare una squadra vincente, persona straordinaria e regista straordinario. Inoltre Marco Rossetti protagonista cattivo della serie, sarà uno dei protagonisti buoni al fianco di Enrico Lo Verso nel mio film “Nomi e Cognomi “, in uscita nelle sale nella prossima stagione.

Progetti per il futuro?

Sto definendo altri due progetti con valore narrativo reale, cioè storie vere, spaccati di vita italiani. Uno tra questi le persone scomparse in Italia, e l’indifferenza quasi totale da parte delle istituzioni. In Italia ci sono migliaia di famiglie con un dolore indescrivibile a causa di persone a loro care scomparse, senza che si riesca a dare una risposta a questi fenomeni. Questo è uno dei temi principali che a breve tratterò.

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