Musica Interviste Thomas De Gobbi, classe 1981. All’eta’ di quindici anni segue da vicino il cugino dj e immediatamente si appassiona alla musica house. A diciannove anni inizia una carriera decennale come modello, tra sfilate, servizi fotografici e due calendari.

Thomas De Gobbi: Sassofonista dj set

Nell’anno 2003 collabora come chitarrista e percussionista con un gruppo di musicisti, suonando su oltre cento palchi. Successivamente si dedica giorno e notte al dj-set, cercando di creare sempre nuove situazioni, per distinguersi dai dj tradizionali. Il suo dj-set si distingue per la sua accattivante presenza fisica e scenica e per il geniale alternarsi del sassofono, delle percussioni elettroniche e della giusta selezione musicale. Un sound live molto coinvolgente per il pubblico che giunge sempre numeroso ad ogni sua serata. Decide quindi di studiare uno strumento che si sposi con la musica house: il sassofono.
Successivamente nasce anche la vincente idea di aggiungere pure le percussioni elettroniche.
In tal modo ha creato un dj-set davvero originale oltre che decisamente unico!
La sua notorietà esplode con la partecipazione al programma di Canale 5 ” Italia’ s got Talent”.
Thomas ha più volte sottolineato che lo show fatto in tv comprensivo di mini strip, non fa parte del suo reale dj-set, ma era solo una provocazione alla categoria, povera di veri professionisti.
Dunque non si esibirà più così!
Questa sua decisione ha da una parte provocato una grande delusione a tutti coloro che lo apprezzavano anche a torso nudo, ma dall’altra parte gli ha fatto acquisire talmente tanta stima da parte degli addetti ai lavori da riuscire a suonare nelle piu prestigiose discoteche e club italiane/i e svizzeri/e.

Thomas De Gobbi intervista a gentevip.it

Questa è in sintesi la sua biografia, ma noi di Gentevip.it dobbiamo e vogliamo saperne di più di questo giovane e talentuoso dj che ci ha letteralmente rubato il cuore… Eccolo ai nostri microfoni…

Thomas, a più di un anno dalla tua partecipazione al noto talent, come è cambiata la tua vita?

Anzitutto un saluto affettuoso a tutti gli amici di Facebook e tutti coloro che mi seguono soprattutto attraverso il mio sito www.thomasdegobbi.com, poiche’ credo che solo grazie ad un pubblico numeroso che un artista puo’ crescere.
La partecipazione al talent è stata sicuramente un’ottima vetrina nazionale e non solo.
Ho avuto la possibilità di dimostrare quello che per molti anni è stata la mia ricerca musicale, nonchè lo studio stesso di più strumenti.
Purtroppo impossibile dimostrare al 100% quanto so fare in soli  due minuti, considerando anche le esigenze televisive, ma ho sicuramente meritato la semifinale.
Spesso si parla di “Top Dj”, e purtroppo troppo spesso si vedono persone che, dopo la partecipazioni ai classici programmi televisivi, si inventano di fare il  dj solo per poter guadagnare qualche soldo con le serate nelle discoteche. Assurdo quando addirittura si auto definiscono il massimo dj dopo poche serate: figuriamoci se sanno cosa sia una scala di “Do”.
Non sta nel mio carattere umile appartenere ad una categoria di “Top”, ma sicuramente mi merito un posto nel “podio” per la tipologia di “Dj-set Live” che da solo riesco a fare. Mixare, suonare il sassofono e le percussioni elettroniche, dalle quali creo il sound delle percussioni, batteria e xilofono, non è così semplice.
Studio musica dall’età di  undici  anni, ho sempre sognato di suonare la chitarra elettrica per regalare un sogno a mio padre, mancato pochi anni fa: ed è questo il reale motivo, quell’energia interiore che mi fa proseguire in questo settore difficile, sempre meno ricco di professionisti veri.
Purtroppo ormai ci sono più  dj che locali, e vorrei tanto sapere quanti tra tutti hanno almeno l’abilitazione per fare questa professione.
Che cosa ti ha dato di positivo la partecipazione a questo programma?
Come anticipato nella precedente risposta, il talent per me è stata quella vetrina importante che purtroppo in Italia non si trova semplicemente con la meritocrazia. Anche se nel programma si sono esibiti personaggi molto particolari che spaziavano in maniera assoluta in quanto a fantasia e coraggio, ho trovato il mio spazio, soprattutto nella prima puntata, andata in onda il 7 gennaio 2012 su Canale 5.
Nella mia prima esibizione mi presentai con un mantello nero in modo da coprirmi interamente, così da lasciare suspance sul chi potesse suonare il sax su di un pezzo house. A metà esibizione, tolto il mantello, feci anche un un mini spogliarello, in modo da creare due effetti: scatenare il pubblico sia in sala che i telespettatori, creare discussione nel settore dei dj.
Tengo a precisare che nei miei  dj- set live non mi spoglio assolutamente e che quanto fatto in  televisione  era fine soltanto alla mia partecipazione al talent show. Scommessa vinta, poichè convinsi anche i tre giudici a pienissimi voti, passando alle semifinali.
E di negativo?
Le cose negative spesso vengono nascoste, io invece ci tengo molto a parlarne.
Passato alla fase semifinale, le cose cambiarono. Arrivai negli studi televisivi di Roma, dove molti dei partecipanti si trovarono completamente sconvolte le loro esibizioni dagli autori.
Per la mia esibizione comunicai che dovevo affiancare le percussioni al sassofono, e che non avrei fatto lo spogliarello poichè in assoluto nel mio lavoro di musicista e  dj non mi spoglio mentre suono.
Come tutti poterono vedere, quel sabato sera in diretta tv, mi prepararono una specie di gabbia luminosa calata da ben 12 metri di altezza, eliminarono le mie percussioni, e sminuirono il tutto togliendo pure la consolle dal palco!
Per loro l’effetto finale doveva essere uno show per accontentare il pubblico e non l’importanza di dimostrare a tutti le mie capacità. Questo provocò purtroppo un effetto negativo, poichè mi si diede l’etichetta dello spogliarellista col sassofono.
Inutili le mie lamentele e aiuti richiesti agli autori stessi per screditare questa fastidiosa nomea che non mi appartiene come musicista e come dj-
Mettersi in gioco, specialmente su programmi televisivi, è un’arma a doppio taglio, poichè spesso si devono accettare condizioni non gradite, o peggio ancora essere screditati. Così  ho messo a rischio tutto il mio faticoso lavoro di questi anni.
Ma non mi abbatto, anzi,  questo ha portato in me ancora più grinta ed impegno, così da riconquistare pian piano la fiducia di quel pubblico e di quei locali che non vogliono saperne di persone che si spogliano.
Infatti, dopo molto lavoro, sono arrivate enormi soddisfazioni, poichè ho portato il mio  dj- set  nelle più ambite consolle italiane e svizzere, facendo un tour invernale ed estivo che molti  dj  veterani ancora sognano.
So che hai anche trovato l’ amore…
Sì, sono innamorato e pure molto. E mi ritengo molto fortunato per avere accanto a me una ragazza speciale: lei non è gelosa del mio lavoro e del fatto che sono spesso in giro per locali di tutta Italia.
Quando hai capito che era la donna giusta per te?
Credo che quando si parla di sentimenti non ci sia mai la totale sicurezza. Si vive giorno per giorno, ci si conosce sempre di più, si cresce insieme. Comunque sia  l’importante è che il rapporto sia vivace, onesto e sincero. Se ci sono dubbi, periodi negativi ci si deve parlare, chiarire e se è vero amore nessun ostacolo può dividere due persone.

E ora che sei innamorato e che vai forte dal punto di vista lavorativo, a che cos’altro punti?

Bella domanda…
Parlando di princìpi metterei la famiglia al primo posto e poi il lavoro.
Ma credendo più nella realtà che nel destino, penso che se c’è vero amore tra due persone la famiglia verrà da sè.
Perciò tutti gli sforzi li sto facendo nel piano lavorativo come  dj e musicista, così da poter poi avere le basi per una futura famiglia.
Sto mettendo davvero anima e corpo in quanto sto facendo, sicuro che tutto questo potrà portare solo cose positive.
Unica cosa che ho notato e che mi dispiace, è che molti  dj resident, si legano alla consolle con il loro posto fisso e non propongono collaborazioni, anzi, a volte intralciano l’operato dello staff e del locale stesso.
Questo -purtroppo- è forse una delle cause per cui i locali sono sempre meno affollati, poichè danno sempre lo stesso prodotto per anni.
Paragonando un locale ad un ristorante, direi che: non si può mangiare sempre lo stesso piatto, anche se molto buono, si deve provare ad assaggiare piatti diversi, cosi il palato sente sempre nuovi gusti e non si stancherà mai. Grazie invece ad altri  djresident che hanno creduto in me, e che ringrazio di cuore, ho avuto la possibilità di instaurare nuove collaborazioni, con nuovi locali, che magari non mi conoscevano.
Credo nel gioco di squadra, credo nella meritocrazia, credo nel rispetto, credo nel professionismo e spero di non sbagliare in questo.
Mando- infine-  un sincero abbraccio a tutti  voi  lettori che avete dedicato qualche minuto per scoprire qualcosa in più della mia vita!

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