Massimo Giletti ha detto addio alla tv di stato. Il conduttore tv saluta e dà uno smacco alla sua ex azienda. Firmato un nuovo contratto televisivo con La7 e lanciata una stoccata a Viale Mazzini.

Massimo Giletti ha lasciato la Rai. Alla Rai cambierà tutto a partire dalla prossima stagione televisiva. Almeno per quanto concerne la domenica pomeriggio. A Viale Mazzini, infatti, rinunceranno a l’Arena di Massimo Giletti a partire dal mese di settembre. Il salototto televisivo del conduttore si sposterà altrove. Il futuro professionale di Massimo Giletti è ben definito e delineato dopo l’addio alla Rai. Ecco dove andrà a finire.

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Massimo Giletti a La7: schiaffo morale alla Rai

Massimo Giletti firma ufficialmente il contratto che lo legherà al canale televisivo La7 di Urbano Cairo. L’Arena verrà riproposta qui. Per lui si era parlato di un ingresso a Mediaset, ma non si concretizzerà. Ad influire sulla sua decisione di lasciare la Rai, molto probabilmente, la questione del tetto compensi fissato che fa tremare i senatori di Viale Mazzini. Ma anche altro.

Massimo Giletti va a La7 e attacca la Rai: “Il mio programma dava fastidio…”

Massimo Giletti si sfoga in questi termini al Corriere della Sera, togliendosi anche qualche sassolino dalle scarpe nei confronti della Rai:“E’ stato inevitabile uscire dalla Rai e provare tristezza. Anzi, molta amarezza perché Viale Mazzini è casa miaNon avrei mai pensato che nel 2017 mi sarei ritrovato nelle condizioni di dover lasciare quel posto così pieno di significati per me. Rifarò L’Arena su La7. Qualcuno sperava che non andasse più in onda perché, dicono, dava molto fastidio. Ma L’Arena è la mia creatura professionale, l’ho fatta nascere, l’ho modellata. Ho scelto La7 perché ho capito che era lì la strada per dare continuità a questa esperienza. Non credo che in una tv importante si possano accettare veti da Barbara D’Urso o da altri conduttori. Crederlo sarebbe irrispettoso nei confronti di un network come Mediaset che ha alla guida un personaggio del calibro di Pier Silvio Berlusconi. Non penserei mai una cosa del genere.

Evidentemente il direttore generale della Rai, che ha la piena libertà di scegliere la propria linea editoriale, ha ritenuto che il successo di un programma seguito da quattro milioni di spettatori, con oltre il 22% di share dalle 14 alle 15, non bastasse per essere riconfermato. Evidentemente L’Arena è un programma scomodo. Tutti sanno che io sono un uomo libero. Non ho mai avuto padroni, la mia forza è sempre stata quella di essere super partes. Mai avuto alcun mandato politico ed è stata la mia identità. Credevo bastasse per una tv pubblica avere questi risultati come garanzia. Evidentemente non è così. E un domani qualcuno dovrà spiegare, non a Giletti, ma ai quattro milioni di telespettatori, perché L’Arena è stata chiusa. Ma la verità, non le favole. La mia è una scelta di libertà. Con mio padre ho avuto un rapporto tempestoso, ma mi ha insegnato una cosa: mai abdicare alla dignità. Per me chiudere L’Arena sarebbe stato abdicare alla dignità. Fare altri programmi voleva dire comprare il mio silenzio. Con grande dolore, non ho potuto accettarlo”.

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