“Lavorare per desiderare” by Micaela Lancione Non è la RAI Special edition 25 years later

Micaela Lancione Non è la RAI – Sono passati esattamente 25 anni da quando Gianni Boncompagni mise la parola FINE a Non è la Rai, trasmissione che segnò un’intera generazione. Quella degli anni ’90. Più volte Boncompagni si trovò a rispondere a quanti la definivano trash il suo programma televisivo, un appellativo oggi che va per la maggiore, all’epoca ancora nuovo. Ma se pensiamo alla leggerezza, al colore, alla spensieratezza di una generazione senza Iphone e social network ma solo con tanti giochi e tante canzoni, possiamo davvero definirla trash?

E come sarebbe stata invece la generazione di oggi al ritmo di Please don’t go?  Di questo e di tanto altro ancora ne parleremo a partire da oggi con le vere protagoniste dell’epoca: le ragazze di Non è la Rai.

Micaela Lancione, Non è la RAI e ex Bulli e Pupe. Attualmente è una professionista affermata nel mondo dello spettacolo e lavora con i più grandi coreografi attuali…

Micaela Lancione, Micaela Lancione, Non è la RAI,

Ogni settimana il mercoledì e la domenica pubblicheremo un’intervista alle beniamine di ieri che ancora oggi rimangono un punto fermo nei dolci ricordi di un’infanzia limpida e scatenata. Oggi Siamo in compagnia di Micaela Lancione, fra le veterane di Non è la Rai. 

“Un programma privo di contenuti, non voglio lanciare nessun messaggio. Dicono che propongo “un insopportabile clima da gita scolastica in torpedone”. E allora? Cosa c’è di male? Sono d’accordo, solo che toglierei il termine insopportabile. E poi abolirei la parola volgare, perché io pretendo da tutti i miei collaboratori delle inquadrature castissime”

GIANNI BONCOMPAGNI

Dopo Patrizia Abbadi, oggi fotografa affermata, abbiamo il piacere di ospitare sulle nostre pagine Micaela Lancione. Ballerina in tante trasmissioni televisive, Micaela è l’esempio concreto che Non è la Rai non è stata solo la vetrina di ragazzine senza arte né parte.

Micaela Lancione esordisce a Non é la Rai per poi prendere parte a due edizioni del programma televisivo: 1992/93, 1993/94. Studentessa allo IALS, dopo aver partecipato alla 2° e alla 3° edizione del programma – dove si è messa in luce per le sue doti da ballerina, appunto – Micaela ha continuato la sua carriera nello spettacolo lavorando per i più grandi coreografi.

L’Intervista, Micaela: ” Sono sempre stata molto obiettiva, ferma e concreta. ”

Chi era Micaela 25 anni fa, chi è Micaela oggi?

“ Micaela è sempre la stessa persona che avete conosciuto 25 anni fa. Io non cresco mai! Come tutti gli artisti, nasciamo danzatori – come nel mio caso – e rimaniamo danzatori tutta la vita. Sono diventata mamma e questo è un grande percorso, però diciamo che nella mia vita interiore e artistica sono rimasta uguale ”.

“ Conservo sempre lo stesso entusiasmo, la stessa emozione da palco, così come quando danzo, ascolto musica o creo coreografie. Sono sempre stata molto obiettiva, ferma e concreta. In alcune cose essendo mamma sono cambiata un pochino, ma nell’insieme eccomi… sono sempre io, Micaela! ”

Se diamo un’occhiata al passato, qual è il sentimento che maggiormente prevale?

“ La nostalgia, d’altronde quando si hanno 45 anni le cose cambiano rispetto a quando di anni ne avevi solo 20. La cosa che maggiormente mi manca e che vorrei tuttora è continuare studiare. Lo studio era un modo per rimanere nel mio ambiente. All’epoca andavo all’IALS, un istituto per professionisti; praticamente ci vivevo lì dentro! Oggi non potrei mai ritornare a studiare con i ragazzi di 16/20 anni, sono io a insegnare ”.

C’è un lato di te, del tuo carattere o personalità di chi ti seguiva all’epoca che non hanno mai conosciuto?

“ No, quella che sono l’ho sempre dimostrato anche davanti alle telecamere. Non fingevo di piangere per essere inquadrata, non fingevo di ridere se non ce n’era motivo; ero sempre me stessa. Devo dire che hanno conosciuto la persona che sono sempre stata ” .

Manca alla tv di oggi un programma come Non è la Rai?

“ Dura rispondere a questa domanda:) Non è la Rai è stato un programma che ha fatto uno scalpore incredibile, ma dove prevalevano il canto e il ballo. Molte di loro non studiavano però queste discipline, non sono state scelte per le loro capacità artistiche. Io invece studiavo danza tutti i giorni; all’epoca ero stata scelta insieme a Pamela e ad Angela direttamente dalla Santinelli Dance Academy ”.

“ Quando finiva la trasmissione mi chiudevo in sala prove fino alle 20, alcune ragazze tornavano invece a casa senza fare nulla e magari le facevano cantare con la voce delle coriste o danzare senza esserne capaci ”.

“ Che dire un altro programma come Non è la Rai? Bella domanda! Spero che se facciano un programma simile mettano l’artisticità prima di tutto. Io da artista ti dico che non si diventa attori, cantanti o ballerini dall’oggi al domani: c’è un grande lavoro dietro. Per alcune cose tuttora a 45 anni continuo a studiare. Ben venga un altro Non è la Rai, ma con tutte queste cose in più ”.

” Non è la Rai era un programma pulito, assolutamente “

Non è la Rai è stato tanto amato ma non sono nemmeno mancate le tante critiche dagli addetti ai lavori, alle tante famiglie che proibivano di vedere la trasmissione ai figli. Ma se accendiamo la tv oggi, possiamo affermare secondo il detto che… si stava meglio quando si stava peggio?

“ Mi dispiace sapere che addirittura molti genitori proibivano ai figli di vedere la trasmissione. Non è la Rai era un programma pulito, assolutamente. Noi ci truccavamo poco, avevamo dei vestitini che si potevano ancora guardare. Oggi se accendiamo la televisione vediamo ballerine che danzano nude e che si toccano in scena… ”

Come sarebbe stato Non è la Rai ai tempi dei social network? Credi avrebbe mantenuto la sua naturalezza?

“ No, adesso i social network sono la rovina di tutto, quindi anche il programma sarebbe stato rovinato. Non è la Rai è bello così come è stato: pulito e fresco. Io conservo ancora tante lettere che mi arrivavano in redazione, ora si comunica solo con i messaggi sui social ”.

Onestamente, pesa a distanza di tanti anni essere ancora la ragazza di…

“ Nel mio caso un po’ sì. Finito Non è la Rai ho intrapreso 10 anni di televisione a livello professionale come ballerina. Ho lavorato con la Cuccarini, con Natalia Estrada, con Brian e Garrison, Garofalo, Franco Miseria e tanti altri ”.

“ Quando andavo a fare le audizioni con i più grandi coreografi c’era sempre qualche pregiudizio, “ah una ragazza di Non è la Rai”, quelle che non sapevano ballare e cantavano in playback”: era pensiero comune. Avendo lavorato per tutta la vita nel mondo dello spettacolo, dove tuttora lavoro, se guardo il mio curriculum posso dirti che un po’ mi pesa, ma solo per i motivi che ti ho detto ”.

“Manca l’entusiasmo, la voglia di creare, di comunicare a livello fisico e visivo”.

Ora va di moda l’hashtag #machenesannoi2000…, cosa manca ai giovani di oggi rispetto a noi adolescenti di ieri?

“ La naturalezza, il lavorare con il corpo, con il fisico. Siamo sempre ai soliti discorsi: questi computer, questi telefonini hanno rovinato tutto. Manca l’entusiasmo, la voglia di creare, di comunicare a livello fisico e visivo ”.

I figli di ieri: una generazione che era felice con il poco che aveva. Oggi si ha tutto e si è sempre scontenti. Cosa ne pensi?

“ Adesso hanno tutto e quello che manca è il desiderio. Lavorare per desiderare qualcosa. Non è facile stare al giorno di oggi. Davvero dei bei tempi i nostri! ”