Alberto Castagna 15 anni dalla scomparsa: Francesca Rettondini a Live Non è la D’Urso

A 15 anni dalla scomparsa di Alberto Castagna, la fidanzata storica Francesca Rettondini e la collega Emanuela Folliero lo ricordano ospiti nella puntata di Live Non è la D’Urso di ieri domenica 3 maggio 2020. La conduttrice ha mandato in onda un video nel “Drive In” del programma con le immagini dello storico dottor Stranamore.

Un momento emozionante in cui, attraverso il video, sono state rivissute alcune fasi più importanti della carriera di Alberto Castagna: dagli esordi alla conduzione del Tg2, all’approdo a Mediaset, al successo con la trasmissione “Stranamore“, fino alla scomparsa improvvisa nel 2005 annunciata da Paolo Bonolis durante il Festival di Sanremo.

Francesca Rettondini ricorda Alberto Castagna a Live Non è la D’Urso

Francesca Rettondini Alberto Castagna, live non è la d'urso
Francesca Rettondini e Alberto Castagna: il ricordo a Live non è la D’Urso

La storia d’amore tra Francesca Rettondini e Alberto Castagna nacque un anno dopo il matrimonio del conduttore con Maria Concetta Romano. In seguito ai gravi problemi di salute accusati dal volto di Stranamore la loro relazione si è interrotta e Alberto si riavvicinò alla moglie. Dopo alcuni anni dagli interventi al cuore il conduttore tornò con Francesca che fu la sua fidanzata fino alla sua morte il 1° marzo del 2005.

Quindici anni fa ci lasciava Alberto Castagna il ricordo della storica fidanzata Francesca Rettondini

Dopo questa tragedia la Rettondini si è rifatta una vita, confessando a Diva e Donna: “Il mio fidanzato si chiama Rosario, ma non vuole che si parli di lui. Fa il mio lavoro, l’attore a teatro. Siamo fidanzati da sette anni“. Ospite a Vieni da me, alla conduttrice Caterina Balivo sulla scomparsa di Castagna aveva dichiarato: “Ho impiegato diversi anni a superare il dolore che ho avuto dentro. Ad un certo punto metabolizzi la sofferenza e se prima raccontavo quella parte della mia vita con tristezza e dolore, oggi la racconto con più leggerezza. Il ricordo, naturalmente, resta, ma la vita va avanti. Lui era sempre allegro. Amava essere il giullare di corte”.

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