Italia-Uruguay finisce nel peggiore dei modi per la Nazionale Azzurra, la sconfitta ha provocato, infatti, una serie di decisioni e reazioni pesanti per il futuro dell’Italia. Cesare Prandelli si è dimesso dalla carica di Commissario Tecnico della nazionale: “Il progetto tecnico è responsabilità mia: il calcio italiano produce alcuni tipi di giocatori”. Circa un’ora dopo la partita, in conferenza stampa, l’allenatore dell’Italia ha annunciato, quasi a sorpresa la sua scelta di dimettersi. Prandelli aveva firmato circa un mese fa il contratto con la nazionale fino al 2016 e stasera (ora italiana) cambia il suo futuro e quello degli azzurri.

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Cesare Prandelli e Giancarlo Abete rassegnano le dimissioni

“Ho parlato con Abete dopo la partita, è giusto prendersi le responsabilità del progetto tecnico: ho deciso di rassegnare le dimissioni irrevocabili. È fallito il mio progetto tecnico, l’ho costruito attorno a Mario Balotelli e ho sbagliato”.
Va via dopo tutte le critiche: il Codice etico, la mancata convocazione di Giuseppe Rossi o Mattia Destro, e un Mondiale giocato solo con Mario Balotelli come centravanti. Il mister bresciano, lascia la guida tecnica degli azzurri, come altri suoi predecessori, nel 2010 la stessa decisione era toccata a Marcello Lippi, che reduce dal trionfo nel 2006 non passò il girone in Sudafrica.
C’è una cosa, però, che Prandelli non accetta: “Visto che qualcuno ha detto che con i nostri stipendi rubiamo i soldi ai contribuenti, e che siamo come un partito politico, ho deciso di chiudere qui la mia avventura in Nazionale”.
L’Italia va a casa, eliminata al girone, e dopo Prandelli gli fa eco anche Giancarlo Abete (presidente della FIGC), anche lui conclude la sua storia con la nazionale dopo la sconfitta con l’Uruguay. Però al contrario dell’allenatore italiano, Abete aveva già deciso di abbandonare la sua carica, ancora prima della partenza per il Brasile. Il Presidente, infatti, in conferenza stampa ha spiegato che si trattava di una decisione presa prima dei Mondiali, per dare spazio ad altri, dopo aver seguito l’Italia in sette spedizioni Mondiali.
“Tra venerdì e lunedì convocherò il Consiglio Federale: vi parteciperò rassegnando le mie dimissioni irrevocabili. Spero che Prandelli ci ripensi. È stato fatto il massimo rispetto a quello che oggi è il nostro calcio. Non vanno sottovalutati il secondo posto all’Europeo e il terzo alla Confederations”.
Oggi l’Italia calcistica è stata scossa da un importantissimo terremoto che ha iniziato a muovere le fondamenta, dai dirigenti fino al Ct; da domani inizierà un nuovo corso, ripartendo da un nuovo allenatore per tornare a giocare con un atteggiamento vincente, magari come quello visto a Berlino nel 2006.

 

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