Claudio Lotito – Il consigliere federale continua la polemica a distanza contro chi ha criticato il suo presenzialismo al seguito della nazionale italiana. Il numero uno della Lazio ha risposto alle critiche di Beppe Marotta e ha lanciato anche qualche frecciata al centrocampista della Roma Daniele De Rossi, che in passato non ha gradito la figura del presidente biancoceleste insieme alla spedizione azzurra. “Vorrei che le critiche venissero dai miei colleghi, non dai dipendenti. Io onnipresente? È una leggenda”, ha commentato il 57enne dirigente sportivo. Lotito non ha gradito tutte le dichiarazioni sul suo conto e ha voluto difendere ancora la sua carica di consigliere federale; visto che ultimamente sul web in molti si sono divertiti a giocare con l’immagine del presidente con la giacca della nazionale, mentre assiste agli allenamenti dell’Italia, scherzando con la frase: “Lotito ovunque”. Internet e i social network sono stati invasi da foto storiche e della cultura nazionale e internazionale caratterizzate dalla presenza del numero uno della Lazio.

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Claudio Lotito, il consigliere federale si difende dalle critiche “E’ eccessivo parlare di presenzialismo”

Claudio Lotito rifiuta le critiche – Tutto questa simpatia e le accuse ricevute, però, non hanno fatto piacere al diretto interessato che ha preso di mira principalmente il ds della Juventus Beppe Marotta: “Chi si è lamentato è da cinque anni alla vicepresidenza del settore tecnico e aspetto ancora una sua proposta, un giorno ci racconterà cosa ha fatto”.
Non si considera onnipresente il consigliere federale, anzi la reputa una leggenda metropolitana: “È vero che dormo pochissimo e lavoro molto, questo determina la capacità di essere sempre, in gergo calcistico, su tutte le palle e su tutti i problemi; i miei colleghi l’hanno confermato riconoscendomi la fiducia e la capacità di rappresentarli. Le persone che viceversa non hanno questo appeal dal punto di vista del ruolo e delle capacità si lamentano”.
Il numero uno della squadra laziale ha sottolineato che il suo ruolo è riconosciuto dalla FIGC e dalla Lega, perchè ha ricevuto deleghe ben precise e adesso le sta svolgendo al contrario di altri: “È una strumentalizzazione voluta da persone che non hanno ruoli rappresentativi perché non sono stati eletti né candidati. In questo Paese c’è gente che impiega il tempo a impedire ad altri di costruire”.

“Il programma di rilancio del sistema calcistico che stiamo cercando di attuare è condiviso da tutte le società. Sono convinto che in poco tempo daremo una scossa importante”, ha continuato il dirigente italiano. Uno dei ruoli che però dovrebbe svolgere è quello di proprietario della Lazio, che ultimamente sta avendo parecchie difficoltà in campionato, cosa che però non sconvolge per il momento il patron biancoceleste.
“Esonero? È fuori luogo parlarne dopo quattro partite, Pioli ha un rapporto ottimo con la squadra, il problema non è lui. Di certo non sono contento, ma non ci sono i presupposti per vedere tutto nero; ci sono stati tanti cambiamenti, e serve un po’ di rodaggio”, nulla di grave, perciò, nonostante la sconfitta avvenuta di recente contro l’Udinese di Andrea Stramaccioni. Il ruolo di Lotito, dal suo punto di vista, non è in discussione, e la sua Lazio avrà l’occasione di poter migliorare e la sua presenza in nazionale dovrà essere in qualche modo accettata da chi lo critica.

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