Il D-Day del calcio italiano è arrivato ed è terminato con il finale più ovvio: l’elezione alla carica di presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio di Carlo Tavecchio. Si proprio lui, il dirigente sportivo coinvolto da settimane in un mare di polemiche per dei commenti razzisti. L’ormai ex presidente della Lega nazionale dilettanti ha vinto con il clamore e le polemiche di chi ha puntato il dito contro di lui, reo di non saper usare le parole nel modo giusto e di parlare nei modi meno innovativi possibili. In questa Italia che vuole i giovani alla ribalta, vince il 71enne Tavecchio, battendo Demetrio Albertini, sostenuto da chi immagina un calcio italiano diverso. Intanto il nuovo capo della Federcalcio esulta: “C’è stata una dimostrazione di grande serietà e comportamento di democrazia”.

tavecchio-eletto-presidente-federale Carlo Tavecchio è stato eletto Presidente della FIGC
Carlo Tavecchio è il nuovo presidente della Figc

L’elezione del nuovo capo del calcio azzurro è arrivata al terzo scrutinio, con il 63, 63% dei voti; già poiché a partecipare, dovevano essere ben 278 consiglieri aventi diritto di voto (quattro, però erano assenti). Alla nomina sono seguite parole di trionfo e diversi ringraziamenti, verso coloro i quali hanno sempre sostenuto la candidatura di Carlo Tavecchio, in primis Claudio Lotito e soprattutto gran parte delle personalità della Lega dilettanti.
“Grazie a tutti. Vorrei ringraziare chi legittimamente ha espresso valutazioni diverse. Sarò il presidente di tutti”, ha commentato commosso il nuovo numero uno federale.
Si tratta di una vittoria, che ha fatto piacere a diverse persone e ha scontentato altri; chi non è mai stato d’accordo a lasciare nelle mani di personalità “vecchio stile” una federazione, che dopo le dimissioni di Giancarlo Abete doveva portare aria di cambiamenti.
E così dimenticate le frasi infelici su Optì Obà e un modo di comportarsi per niente elegante, come lo stesso Carlo Tavecchio ha confermato di avere e di voler migliorare, questo stesso ringrazia: “Coloro che mi hanno confermato la fiducia e fatto sentire il loro appoggio anche in momenti difficili”.
Il nuovo presidente, trascorsa una vita nel calcio dilettantistico come capo (dal 1999), ha subito promesso di cambiare, di raggiungere diversi obiettivi; forse per riportare l’Italia nell’Olimpo del calcio? Per fare questo, dovrà innanzitutto scegliere il nuovo Commissario tecnico azzurro (viste le dimissioni di Cesare Prandelli, post fallimento ai mondiali).

Tanti nomi e poche idee: il primo della lista sarebbe Antonio Conte (oltre a candidati meno illustri come quello di Alberto Zaccheroni o Francesco Guidolin).
Ci sarà tempo, ma intanto, il nuovo capo assicura che: “Entro il 18 agosto mi presenterò con la lista delle cose fatte, non ho avuto alcun approccio con il CT, nessuna operazione di governance che va condivisa con il consiglio federale”.

Il primo passo è stato fatto, eletta la guida della FIGC, il secondo passo è l’allenatore che dovrà riportare in alto l’Italia, un compito difficile da condividere, comunque, insieme a Tavecchio.

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