Enrico Ruggeri affronta il Festival di Sanremo 2016 con il brano ”Il primo amore non si scorda mai“. Proprio ieri 10 febbraio in sala stampa ha raccontato qualcosa in merito al pezzo da lui presentato, un brano che per lui è anche un gioco e una sfida.

E’ un titolo anche scherzo, è un po’ una burla, perché lascerebbe presagire una canzone di rimembranze. Il primo amore, il primo concerto, la prima volta che sei andato allo stadio, la prima volta che sei uscito di casa per dormire fuori, la prima volta che hai imbracciato una chitarra, quindi tutta una serie di imprinting che ti hanno modellato l’anima. Noi siamo quello che ci è capitato. E poi una musica che è una sfida sonora, perché suona in maniera diversa da tutto il resto” – ha dichiarato Enrico Ruggeri in conferenza stampa a Sanremo.

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Enrico Ruggeri

Enrico Ruggeri: il successo del suo primo libro

Felice e grato per la sua rinnovata presenza sul palco dell’Ariston, Enrico Ruggeri riconosce l’importanza avuta da questo Festival nel corso della sua carriera. In merito ha detto: “Sanremo è un meraviglioso concentrato di promozioni, molto professionale, nel quale tu in quindici giorni fai il lavoro che faresti in quattro mesi. E’ un mezzo, non un fine, antropologicamente meraviglioso. Passi una settimana a contatto con caratteri che non trovi normalmente nella vita. E’ tutto molto divertente. Nei prossimi mesi ho un album che esce, una tournée da fare, un romanzo da finire e da consegnare all’istante entro giugno. Sanremo ti dà più tempo per lavorare“. Grandi progetti quindi lo aspettano nel prossimo futuro, dopo il primo successo letterario di Ruggero, che quindi si appresta ad ampliare anche la sua carriera di scrittore. Intanto, comunque, resta concentrato su Sanremo e sulla musica. Proprio in merito a questo ha riflettuto con i giornalisti sulla realtà musicale moderna cui vanno incontro ai giorni artisti, non troppo facile da affrontare:  “Io vengo da un’era in cui i discografici ti facevano capire che se tu al quarto album non fossi riuscito a sfondare, probabilmente sarebbe venuto il momento di cambiar mestiere. Oggi mi sembra di capire che i giovani che fanno musica hanno molto meno tempo, fanno molta più fatica. E’ anche più complicato per loro rischiare. Questo è un peccato, perché cantanti come Battiato, Dalla, persone che come il sottoscritto non hanno sfondato al primo disco, sono persone che hanno usufruito anche del lavoro, del denaro e della pazienza delle case discografiche che vivono ere ben più floride“.

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