In attesa della sentenza che probabilmente verrà emessa il 18 luglio 2014, Ruby Rubacuori alla vigilia del Processo di Appello a Milano scende di nuovo in campo per difendere l’Ex Premier Silvio Berlusconi condannato in primo grado a 7 anni per concussione e prostituzione minorile. La ragazza, il cui vero nome è Karima El Mahroug, non smette di stare dalla parte di Berlusconi e asserisce sulle pagine di Il Giornale: “la verità è che Berlusconi mi ha rispettato più di tutti gli uomini che ho incontrato nella mia vita precedente nei locali e nelle discoteche. Gli hanno dato sette anni per nulla. Vengo massacrata in continuazione.  So che il vero bersaglio non sono io ma è Berlusconi: mi domando: quanto deve durare questo massacro?”.

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Ruby Rubacuori difende Silvio Berlusconi

La versione dei fatti di Ruby continua ad essere la stessa: “avevo diciassette anni, ero totalmente allo sbando, e in quelle telefonate mi attaccavo ad amiche che poi amiche non erano, e mi inventavo cazzate per darmi arie. Errori di gioventù che non credo di dover pagare in eterno. Il problema vero è quello che è successo dopo, quando sono arrivati i pm a interrogarmi, e ho capito subito che di me non gli interessava assolutamente niente, volevano solo e a tutti i costi questo signor Berlusconi, e io gli ho dato quello che volevano. Sono stata anche pittoresca, certo. Faccio mea culpa, va bene? Ma da qui a prendere per oro colato le parole di una ragazzina di diciassette anni scappata di casa ce ne corre”.

Per quanto riguarda l’ingente somma, 5 milioni di euro, che Berlusconi le avrebbe dato la ragazza nega con forza: “sono sotto inchiesta? Bene. Io sono tranquilla, perché se Berlusconi mi avesse dato i cinque milioni di cui parlavo nelle intercettazioni, non sarei ridotta adesso a chiedere ai miei suoceri i soldi per fare la spesa. Invece quando cerco lavoro, anche come commessa, trovo solo porte chiuse perché la gente pensa ‘ma come, questa ha cinque milioni di euro e vuole lavorare, chissà cosa c’è sotto. Adesso forse ho trovato un posto in un ristorante a Milano. Se va male anche lì, andrò dalla Boccassini a chiederle di prendermi come donna delle pulizie”.

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