È stata decretata la fine del Parma. Alle ore 14 è stato definito il fallimento del club ducale. Negli ultimi giorni le due cordate di imprenditori pronte ad acquisire il club gialloblù si erano ritirate, e così il giudice delegato Pietro Rogato ha dovuto stabilire la fine della società. Nessuna offerta di acquisto è arrivata per l’azienda sportiva Parma, così, il giudice ha stabilito il fallimento della società.

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Parma Fc

I dettagli sull’annuncio del fallimento del Parma

Il Parma è rimasto in vendita fino a oggi per un possibile acquirente che avrebbe potuto avanzare una proposta fino alle 2 del pomeriggio, termine ultimo anche per l’esercizio provvisorio. Che è scaduto, e quindi dal prossimo anno la società ripartirà dai Dilettanti; invece se entro oggi fosse arrivata la proposta, allora il club emiliano avrebbe potuto continuare dalla Serie B. Le uniche due offerte presenti all’ultimo hanno dato forfait, sia la cordata “Magico Parma” guidata da Giuseppe Corrado, che si è ritirata dalla trattativa per salvare la società considerando l’investimento azzardato. E più recentemente c’è stato il ritiro anche della seconda offerta proveniente dallo staff di Mike Piazza, ex giocatore delle Major di baseball. Il motivo di entrambe è dovuto soprattutto alla difficoltà di farsi carico del debito sportivo del Parma, stabilito dal tribunale nella cifra di 22, 6 milioni scaturiti dalla cattiva gestione degli ultimi anni.
Così senza acquirenti il tribunale ha stabilito il fallimento, reso noto poi dal Parma FC attraverso un comunicato stampa: “Il giudice delegato Pietro Rogato, preso atto dell’assenza di offerte per l’acquisto dell’azienda sportiva, ha pertanto constatato l’assenza dei presupposti per l’ulteriore prosecuzione dell’esercizio provvisorio che terminerà con la giornata odierna. Le attività della procedura ora attraverso la determinazione delle passività non sportive, la liquidazione dell’attivo, l’accertamento delle responsabilità del dissesto e del mancato controllo, con le conseguenti azioni risarcitorie”.

Le dichiarazioni di Demetrio Albertini sul caso Parma

Della fine del Parma, ne ha parlato anche Demetrio Albertini, con l’incarico di coadiutore dei curatori fallimentari: “E’ stata inferta una ferita grave da un’indecente gestione precedente a una città importante, ma sono sicuro che Parma saprà leccarsi le ferite e rimboccarsi le maniche per ripartire”. Di fatto le due cordate di acquirenti hanno abbandonato il progetto di acquisizione della società perché non avrebbero potuto coprire le passività, sia del passato sia quelle future. Così il Parma nel caso si presenti una società pronta a farla rinascere ripartirà comunque dalla serie D. E allora dopo l’annuncio del fallimento del club ducale, il numero 1 della serie B e consigliere federale, Andrea Abodi ha espresso, oltre alla delusione per questo epilogo, anche l’intenzione di evitare che in futuro si verifichino le stesse condizioni che hanno condannato il Parma a questo triste finale.

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