La Nazionale di Antonio Conte martedì 18 novembre ha giocato a Genova una partita amichevole di solidarietà per gli alluvionati liguri, regalando l’ennesima vittoria ai tifosi, soprattutto in una serata così tanto speciale, visto che la gara era stata organizzata proprio per beneficenza. Italia – Albania perciò finisce 1-0 grazie alla rete di Stefano Okaka, nonostante a inizio gara il mister di Lecce avesse scelto di schierare una formazione diversa dalla solita, optando per una “squadra b” che gli ha permesso di sperimentare nuovi giocatori, ecco perché in campo sono scesi nomi diversi dai soliti titolari.

Amichevole Italia-Albania, la nazionale Italiana vince 1-0 rete di Okaka
Amichevole Italia-Albania, la Nazionale Italiana vince 1-0 rete di Okaka

Italia-Albania amichevole, la nazionale di Antonio Conte vince 1-0

Il modulo era un 4-4-2 (schieramento quasi nuovo per il CT che l’aveva provato soltanto domenica durante il secondo tempo contro la Croazia): in porta al posto di Buffon ha giocato Sirigu (27′ st Perin); in difesa De Silvestri, Bonucci (37′ st Acerbi 7), Moretti, Antonelli; a centrocampo Cerci, Parolo, Aquilani, Bertolacci (25′ st Bonaventura); coppia d’attacco Giovinco (20′ st Okaka), Destro (20′ st Matri). La nazionale azzurra ha vinto di misura con il gol del sampdoriano Okaka al minuto 37 del secondo tempo, ma nonostante questo Conte ha risposto alle domande arrabbiato: “Non ci aiuta nessuno e dobbiamo fare da soli. Io sto cercando di salvare un prodotto che sta andando in estinzione, è chiaro? Balotelli? Con tutti i problemi che abbiamo, ancora parliamo di lui?”. La reazione furiosa del mister azzurro è iniziata anche prima della gara, e soprattutto non riguardava i suoi ragazzi, ma piuttosto il contesto intorno al  gruppo: “Hanno lavorato duro con me e lo devono fare in 7, 8, 9 giorni al massimo. Okaka ne è un esempio, ha fame, ha iniziato subito a fare le cose che chiedo, e aumentare la competizione per il posto da titolare fa solo bene”.
In fondo la serata di ieri ha offerto diversi momenti importanti: oltre al gol di testa di Okaka padrone di casa allo stadio Marassi con la sua squadra di club; c’è stato poi l’ingresso in campo di Francesco Acerbi, al suo debutto in nazionale. Un’emozione forte quella di vestire la maglia azzurra dopo le difficoltà che il giocatore del Sassuolo ha affrontato sconfiggendo il cancro e tornando a giocare a calcio.

A prescindere da questo, però Conte ha gradito poco le domande su Mario Balotelli, convocato e rispedito al Liverpool forse per infortunio, forse per divergenze d’opinione con il tecnico pugliese. “Con tutti i problemi che abbiamo, ancora parliamo di lui? Se va in discoteca o no? Io sto cercando di salvare un prodotto che sta andando in estinzione, è chiaro?”. Non va lontano da quanto aveva dichiarato prima della partita su Super Mario: “Non ho la presunzione di poterlo cambiare; se già altri allenatori in passato non ce l’hanno fatta, dovrà rendersene conto lui stesso. Ma io non ho tanto tempo, e per certe cose ne serve”. A chi si rivolge Conte non si sa, ma la partita contro l’Albania è quasi del tutto passata in secondo piano, rispetto alle parole di liberazione del mister che chiede spazio e tempo; che vuole lavorare e costruire ma in condizioni adeguate, ecco perché conclude affermando: “Non voglio che sia un punto di rottura, ma di costruzione. Qualcuno deve iniziare a dire queste cose, per evitare che si metta la testa sotto la sabbia e si finga di non vedere ciò che è lampante. Lo dico apposta adesso che veniamo da tanti risultati utili. Ci vuole più amore per questa Nazionale. In tre mesi di lavoro e tre raduni, invece, ho capito che viene vissuta come un fastidio. Qualcuno storce il naso anche se parlo di intensità nei pochi giorni in cui ho i ragazzi a disposizione”.

Per il resto l’amichevole è stata giocata a ritmi molto alti, offrendo spettacolo al pubblico pagante, e oltre alle buone prove di Cerci, Giovinco e Destro, la nazionale di Gianni De Biasi non ha mai fatto davvero male alla squadra azzurra. L’unico momento negativo da registrare sono state le invasioni di campo nel secondo tempo di alcuni sostenitori albanesi che hanno costretto l’arbitro austriaco Harkam a interrompere il gioco. Ovviamente meglio le corse sul campo dei tifosi piuttosto che il lancio dei fumogeni, ma lo stupore è quasi lo stesso, perché di queste cose in generale se ne dovrebbero occupare gli steward che invece vengono presi alla sprovvista.

La formazione italiana vince, ma Conte appare a fine gara comunque amareggiato e convinto di essere solo e senza aiuti, definendo il suo ruolo più difficile di quanto avesse potuto immaginare: “C’è poca collaborazione nei confronti di questa squadra. E’ cambiato solo l’allenatore, i problemi sono rimasti tutti lì. Si parla tanto di rilanciare il movimento e poi non si fa nulla, come se fossimo ancora i migliori al mondo. E’ ora che tutti vedano a che punto siamo. E che si cominci a lavorare per davvero, perché io so fare solo questo e non sono venuto qui a perdere tempo”.

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