È morto Gianni Boncompagni, l’uomo che rivoluzionò la televisione italiana

È morto Gianni Boncompagni, il guru della televisione italiana.

È morto Gianni Boncompagni autore e conduttore di storici successi radiofonici e televisivi. Aveva 84 anni. Il suo nome è legato a trasmissioni come ‘Bandiera Gialla’, ‘Pronto, Raffaella?’, ‘Non è la Rai’.

Domenica 16 aprile 2017, nel giorno di Pasqua, è morto l’artista toscano Gianni Boncompagni, aveva 84 anni. Celebre per i suoi amori storici con volti noti dello spettacolo: da Raffaella Carrà a Isabella Ferrari passando per Claudia Gerini. Noi ragazzi di ieri abbiamo detto definitivamente addio alla nostra infanzia. Siamo diventati tutti un po’ più adulti e più malinconici. Ci ha lasciato Gianni Boncompagni, l’uomo che rivoluzionò la tv italiana e anche la quotidianità di noi ragazzi di ieri. La camera ardente sarà allestita martedì 18 aprile a Roma, alle 12, nella sede Rai di via Asiago 10.

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Gianni Boncompagni e Raffaella Carrà

Noi ragazzi di ieri. Mi piace definire proprio  così – ragazzi di ieri – chi ha visto, ascoltato, toccato appieno gli anni ’90. Ovvero, chi li ha vissuti intensamente fino all’ultimo fotogramma. E in uno di quelli – nitido, chiaro, colorato – c’era lui: Gianni Boncompagni. L’uomo che rivoluzionò la tv italiana. E anche la quotidianità di noi, ragazzi di ieri. E io ero una di loro.

Gianni Boncompagni è morto: ci lascia un innovatore della televisione italiana. Colui che ha rivoluzionato anche la quotidianità di noi, ragazzi di ieri

Gianni Boncompagni è morto. Lo so, questo è un articolo di giornale e io sono una giornalista. Dovrei scrivere in modo neutro, impersonale e sciorinare nomi, date, luoghi e situazioni. Ma oggi ho deciso di usare l’arma della scrittura in un altro modo: renderla portavoce di tutti quegli adulti di oggi orgogliosi di essere cresciuti al ritmo del Please don’t go.

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Non è la Rai Gianni Boncompagni

Qualcuno ha scritto “se trash deve essere, che sia sublime“. E  sublime lo è stato. Ma siamo davvero così sicuri che sia stata davvero tutta così trash la sua tv dei nostri anni ’90? Gianni Boncompagni ci ha donato leggerezza, colore, spensieratezza e soprattutto ci ha aiutato a vivere l’infanzia con la I maiuscola. Quella fatta di giochi e di canzoni. Un’infanzia, lo voglio dire, pulita. Noi ragazzi di ieri eravamo proprio così, mai sguaiati, né sopra le righe. Non avevamo gli iphone per farci i selfie, ma walk man per imparare a memoria le canzoni di Non è  la Rai per poi scimmiottarle davanti alla tv. La cosa più audace che potevamo fare con gli amichetti era quella di prendere una spazzola in mano e far finta di cantare. O di ballare. “Oggi io sono Ambra e tu Pamela“. “Giochiamo a indovina il nome della nonna?” Ecco i nostri giochi, teneri, simpatici, divertenti e mai volgari.

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Notizie ultima ora: ci lascia Gianni Boncompagni innovatore della televisione italiana

In una società, quella di oggi, dove si gioca a scambiarsi i selfie hard con gli amici, noi ragazzi di ieri, con una laurea in tasca e magari anche in carriera, affermiamo a testa alta di aver vissuto un’infanzia al ritmo del please don’t go.

Grazie Gianni Boncompagni per averci regalato una bella storia da raccontare ai nostri figli. Senza imbarazzi né bugie. Ma limpida e schietta proprio come la tua televisione. Non so se sarà così anche per i figli dei nostri figli. Ma questa è un’altra storia… forse… Ciao Gianni!

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