Il Caso Schwazer tiene ancora banco in questi mesi, perché oltre al coinvolgimento del diretto interessato e cioè il marciatore altoatesino, è stata chiamata in causa anche la famosa pattinatrice e sua ex fidanzata Carolina Kostner. Alex Schwazer era stato fermato qualche tempo prima delle Olimpiadi di Londra 2012, perché scoperto nel fare uso di sostanze dopanti. All’epoca l’ammissione delle sue colpe fece tanto scalpore e colpì di riflesso la compagna dell’atleta, che adesso è entrata nel ciclone delle indagini.

Caso Schwazer: Ascoltata anche Carolina Kostner, per il Coni conosceva la verità
Atletica, Alex Schwazer e Carolina Kostner

Sì proprio così, perché la pattinatrice è stata ascoltata per avere la sua versione dei fatti; in seguito il corridore ha ammesso di averle raccontato la verità nella sua deposizione del 20 novembre di fronte alla Commissione anti-doping del Coni: “Mi dissero di doparmi e informai Carolina”.
Oltre ad aver raccolto le dichiarazioni di Schwazer riportate in trentasette pagine di verbale, anche la Kostner è stata convocata e ascoltata il 26 settembre e poi ancora lo scorso 13 ottobre. Poiché l’idea degli organi competenti è che la sportiva bolzanina fosse a conoscenza dell’attività illecita dell’ex fidanzato.
La pattinatrice, però, si è sempre difesa affermando principalmente che: “Mi sono fidata della persona che amavo”. Il marciatore azzurro ha sempre comunque ammesso di aver fatto tutto da solo senza l’aiuto di nessuno, come aveva dichiarato nei giorni immediatamente successivi alla scoperta della sua attività illecita: “Decisi di andare in Turchia perché i miei colleghi Borchin, Kanaykin e Morozov mi dissero che facevano uso di sostanze dopanti (…). Mi dissero di diventare russo per avere un’assistenza a 360 gradi, incluso il doping. Io raccontai la cosa alla mia fidanzata, a Didoni e Fiorella. Carolina mi disse di lasciar perdere quello che facevano gli altri e di concentrarmi su me stesso”.

Al Coni però non si fidano del fatto che la Kostner non sapesse nulla di ciò che Schwazer stesse facendo da un po’ di tempo prima dei Giochi olimpici londinesi. “Io dissi una bugia da subito dicendo che questa vitamina B12 doveva essere conservata in frigo. Lei si fidò di quello che avevo detto”, sostenne il 29enne di Vipiteno in merito ai farmaci tenuti in frigorifero.
Dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano hanno chiesto una forte sanzione, ben quattro anni e tre mesi di squalifica (dopo che recentemente è stata deferita) nei confronti della porta bandiera azzurra (perchè a loro giudizio colpevole di favoreggiamento e omessa denuncia), e che in base al verbale scritto dopo la sua deposizione ha negato qualsiasi tipo di coinvolgimento con l’operato di Alex Schwazer. Queste le parole dell’atleta di Bolzano: “Credo fossero le 7 di mattina (quando arrivò l’ispettore Wada, il 30 luglio di due anni fa), eravamo in cucina, stavamo facendo colazione… Fu Alex a dirmi che forse erano i Dco (la Wada, ndr). (…) Mi disse di dire che era a Racines in quanto aveva dato la sua disponibilità lì (…) Uscii dal mio appartamento sul pianerottolo (…) risposi che Alex non era in casa mia ma a casa sua (…). Non ricordo che dissi ad Alex di temere ripercussioni sulla mia persona (…). Non ho riflettuto e mi sono fidata della persona che amavo”.
Se il Coni crede nella responsabilità della pattinatrice, al contrario il Capo della Procura di Bolzano Guido Rispoli, insieme al resto dei suoi colleghi ritiene che nonostante Schwazer abbia mentito, non ci sono abbastanza prove per sostenere che la Kostner sapesse dell’attività dopante del fidanzato.

La ragazza probabilmente si è fidata delle parole del compagno, che poi nei mesi successivi ha voluto aiutare nel momento più difficile della sua vita. Ma resta il fatto che non disse nulla di ciò che successe, per eccesso di fiducia in lui e nei controlli: “Non denunciai l’accaduto perché ritenevo che l’aver comunque fatto il controllo antidoping avesse reso inutile parlare del mancato controllo”. Per il momento dopo aver ascoltato le affermazioni per due volte dell’azzurra, bisognerà aspettare il 16 gennaio per sapere quale sarà la decisione in merito nonostante siano passati già due anni dalla scoperta dell’attività illecita di Alex Schwazer.

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