Jules Bianchi non ce l’ha fatta, dopo nove mesi in coma, il pilota francese di F1 è morto. A comunicare la triste notizia è stata la famiglia del ragazzo tramite un messaggio sui social network. Il mondo dell’automobilismo è stato informato della scomparsa di Bianchi dalle parole apparse all’alba sul profilo ufficiale dello stesso ragazzo su Twitter e Facebook ripreso poi su internet.

La Formula 1 è in lutto: Jules Bianchi morto dopo nove mesi in coma
Jules Bianchi

Il pilota francese di F1 Jules Bianchi è morto Il comunicato della famiglia Bianchi sui social network

“E’ con profonda tristezza che i genitori di Jules Bianchi, Philippe e Christine, suo fratello Tom e sua sorella Melanie, rendono noto che Jules è morto la scorsa notte nel Centro Ospedaliero Universitario di Nizza dove si trovava ricoverato dal 5 ottobre 2014 in seguito all’incidente avvenuto sul circuito di Suzuka durante il Gran Premio del Giappone”. Bianchi era entrato in coma dopo l’incidente avvenuto lo scorso anno, quando con la sua monoposto andò a scontrarsi con una Gru che a bordo pista stava effettuando la rimozione di un’altra vettura incidentata. Dopo quello scontro Bianchi ha trascorso questo periodo ricoverato a Nizza non lontano da casa.

Il comunicato dei familiari del ragazzo prosegue: “Jules ha combattuto fino alla fine, come ha sempre fatto, ma oggi la sua battaglia è arrivata alla fine. Il dolore che proviamo è immenso ed indescrivibile. Vogliamo ringraziare lo staff medico del Centro ospedaliero di Nizza che lo ha seguito con amore e dedizione. Vogliamo anche ringraziare il General Medical Center del distretto di Mie in Giappone che ha prestato le prime cure a Jules subito dopo l’incidente, così come ringraziamo tutti gli altri medici che si sono occupati di lui durante questi mesi”. Infine il comunicato tiene a ringraziare e a ricordare tutte le persone che sono state vicine alla famiglia di Bianchi e al ragazzo stesso nel corso di questi nove mesi: “Inoltre ringraziamo tutti i colleghi, gli amici e i tifosi di Jules che hanno manifestato il loto affetto durante i mesi passati e ci hanno dato grande forza, aiutandoci ad affrontare questi momenti difficili. Ascoltare e leggere tanti messaggi ci ha fatto realizzare quanto Jules avesse toccato il cuore e la testa di così tante persone in tutto il mondo. Adesso chiediamo che, in questo difficile momento, la nostra privacy venga rispettata, mentre cerchiamo di venire a patti con la perdita di Jules”.

Tanti messaggi da tutta la Formula 1 in ricordo di Jules Bianchi

La Formula 1 è in lutto: Jules Bianchi morto dopo nove mesi in coma
Jules Bianchi incidente Gp Giappone

Jules Bianchi morto dopo nove mesi in coma in seguito all’incidente avvenuto sul circuito di Suzuka durante il Gran Premio del Giappone – La notizia della morte di Jules Bianchi ha sconvolto il mondo della F1 e anche tutti gli appassionati che hanno appreso la notizia stamattina. Il comunicato dopo essere stato diffuso è stato confermato dalla Manor Marussia, la scuderia con cui Bianchi correva lo scorso anno. “Siamo devastati per la perdita di Jules dopo una così ardua battaglia. È stato un privilegio averlo fatto correre per il nostro team. Le parole non possono descrivere l’enorme tristezza del team questa mattina. Ha lasciato un segno indelebile nelle nostre vite e resterà sempre dentro di noi. Aveva un talento splendente, era destinato a grandi cose nel nostro sport, un successo meritato. Ed era una stupenda persona”, ha commentato la scuderia per ricordare il loro giovane pilota. Sono stati tanti i messaggi, e i ricordi di piloti e scuderie che hanno appreso con dolore la notizia, tanti team automobilistici dalla Ferrari, la McLaren, la Red Bull e la Sauber e tante altre. Tra i piloti, in molti hanno rivolto un pensiero al loro collega francese: Hamilton, Vettel, Ricciardo, Massa e Raikkonen e non solo, hanno condiviso il personale saluto e pensiero per il francese 25enne che in molti consideravano un vero e proprio talento per il futuro della Formula 1, come ha precisato Luca Cordero di Montezemolo ex presidente Ferrari, la scuderia che aveva scommesso nelle doti di Bianchi e anche Jean Todt che ha sottolineato le qualità umane e sportive di Bianchi.

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