Eventi cuturali 2013 – Venerdì sera nella splendida cornice di Piazza San Siro a Sanremo, la regista Lina Wertumuller ha presentato il suo libroTutto a posto, niente in ordine“. L’affluenza di pubblico è stata inevitabile, ed io ero presente nel farle alcune domande. Struggente è stato il ricordo di Mariangela Melato, per cui per ben 2 volte, La Wertmuller si è lasciata andare, raccontando di quanto fosse “bella” come persona e di quale vuoto abbia lasciato non solo in lei, ma in Giancarlo, Giannini, ed in Renzo Arbore.

Caffè Venezuela Sanremo 2013 con il nuovo libro di Lina Wertmuller
Sanremo: Grande serata al Caffè Venezuela con il nuovo libro di Lina Wertmuller

Artista dissacrante, è riuscita a non rispondere a quasi nessuna domanda, come se non fosse nata per dare certezze, ma per ascoltare. In effetti ha dichiarato “Io sono nata per raccontare”, “mi piacerebbe chiedere ad ogni persona la sua storia”. Durante la chiacchierata letteraria della rassegna “Caffè Venezuela” che vedrà la sua conclusione con “Lella Costa” il 25 agosto, la Wertmuller, grazie alle domande dei presenti ha ripercorso la sua lunga carriera, menzionando Giancarlo Giannini, Turi Ferro, Tuccio Musumeci, e l’amore della sua vita Enrico Job.
Lina Wertmuller ha strappato anche diverse risate, un’ottima comica. Bella la descrizione leggera che ha dato di sé! “Io, non ho mai fatto commedie, ho fatto dei “Grotteschi”. “Avete presente nelle grotte, con il cadere dell’acqua si formano forme e particolari “Le grottesche”. Ed ha continuato: “Io sono un autore”. Come ha iniziato Lina Wertmuller nella professione di regista? Si è presentata supplicando Guido Salvini, famoso regista teatrale e l’ha pregato di prenderla come “Aiuto regista”. Seguì, Guido Salvini nella sua produzione dove recitavano Carlo Ninchi ed Aroldo Tieri, e mentre il regista schiacciava una pennichella, Lina carpiva i segreti del mestiere. L’incontro con la “Scugnizza” è proseguito con la firma dei suoi libri, la regista non si è risparmiata, e pazientemente si è concessa nella firma di molti autografi. Mi piace ricordarla come lei stessa si è auto-definita: “una scugnizza con l’incapacità di crescere”. Grazie signora Lina per averci trasmesso con la sua presenza, la grande voglia di vivere: “La vita bisogna cercare di viverla nel sole”.

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