Non c’è Due senza veri duetti – Zucchero e Fornaciari uniti nella vita, divisi sul palco. Sono Zucchero e Irene Fornaciari i protagonisti della nuova serata evento di “Due” in onda venerdì 22 aprile, venerdì di Pasqua, alle 21.00 su Rai Due, dal Teatro Camploy di Verona. L’appuntamento con lo spettacolo della musica, che vede sul palco grandi artisti italiani.
Due, ma è come se fosse uno e mezzo. Per il resto facevano prima a chiamarlo gli Amici di Gianmarco Mazzi.



Il direttore artistico del Festival di Sanremo ha finito per snaturare l’unica bella idea partorita dalla direzione di Liofredi, quella di uno spettacolo giocato sul binomio di artisti generalmente lontani dalla tv. Forse perché di star “pure” e non troppo inflazionate non c’è più traccia, specie se si tratta di metterle insieme, ormai Due si è aperto alla multiproprietà. Da qui, il solito valzer di amici di amici, nonché dei cantanti sanremesi lanciati dalla comune direzione artistica.
Anziché un omaggio disinteressato al pubblico, vi si respira ormai la solita aria dello scambio dei favori. Della serie, Mazzi nel Festival 2010 aveva concesso alla Fornaciari in gonnella di figurare tra i big, pur non avendo una carriera discografica alle spalle, grazie al padrinaggio dei Nomadi (prestatisi ad uno stiticissimo cameo, come è avvenuto per Battiato e Madonia). Per ricambiare quella cortesia, ora Mazzi chiede allo straordinario babbo di concedersi in una serata-evento occulta, con la figliuola che gli regge il moccolo per dare un senso al “Due”.


Peccato che la Fornaciari non possieda un vero e proprio repertorio tutto suo. Così accade che, per darsi un senso come interprete in solitaria, canti “Il mondo piange” scomodando ancora i Nomadi. Ma come? Quanti telespettatori saranno rimasti delusi dal non vederla duettare nella sua unica canzone nota – peraltro bellissima – col padre? Zucchero, invece, resta ad applaudire sullo sfondo, salvo poi accogliere da padrone di casa i Nomadi ribadendo la stima che nutre per loro.
Così si spiega come nacque quel sodalizio, l’anno scorso, con il retrogusto amaro di un Paese in cui la raccomandazione regna a 360°. Ed è comunque un peccato, visto che – spintarelle a parte – la Fornaciari junior ha comunque una spiccata sensibilità artistica e merita di esprimersi nel canto, se solo non ci ricordasse ogni volta perché ha avuto più fortuna di altri.




Al di là del rapporto sincero che lega genitore e figlia – con lui teneramente ossessionato dal parere di Irene sulle sue canzoni – e della premura di lei nel non sfigurare, restando in disparte nelle performances più monumentali del padre – è proprio questa “tipica storica di familismo italiano” che ha definitivamente snaturato lo spirito del format. Alla fine, il pubblico medio di RaiDue avrà pensato che, per contestualizzare la coppia, basta ricordarsi che “i parenti di” sono in target di rete.
Non a caso, si è costretti a chiamare altra gente, attingendo ancora una volta dal mercato dei “grati” a Mazzi per averli portati a Sanremo. Se questa sera si imbuca Van De Sfroos, per lo speciale di Morandi e Vecchioni del 2 maggio – della serie, ora capiamo quanto fosse scritto il verdetto quest’anno – ce n’è per tutti i gusti. Sempre per una par condicio non solo numerica, fa sorridere che siano una vincitrice di X Factor come Nathalie e una regina di Amici come Emma ad affiancare i due veterani.
Sembra lontanissimo il primissimo speciale con Tiziano Ferro e Laura Pausini, che al di là della spiacevole collocazione dell’Immacolata (ma lo fanno apposta a dirottare la musica nelle serate festive?), è stato il più seguito e cult. Quelli sì che erano Due artisti strapopolari e lontani dalle solite ospitate domenicali, pronti a mettersi a nudo e a interagire senza doppi fini sul palco di RaiDue.
Poi è arrivato il sodalizio che ti aspetti, peraltro già prevedibile nonché inflazionato in ospitate come ai Migliori Anni: ci riferiamo ai pur grandissimi Francesco De Gregori e Lucio Dalla. L’anno scorso il loro duetto fu asfaltato dalla semifinale di Amici, quelli di Maria però.

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