In onda in Italia dal 2006, “Tempesta d’amore“, la soap tedesca che racconta amori, tradimenti e intrighi in un albergo sulle Alpi, ha fatto breccia nel cuore dei telespettatori. Ora, dopo cinque stagioni, dal 7 maggio sono in edicola a 12.90 euro tre dvd con contenuti extra inediti. “Robert Saalfeld, il mio personaggio, mi calza a pennello… è focoso come me”, ha raccontato ultimamente Lorenzo Patanè durante l’intervista che vi proponiamo.


Lorenzo, cominciamo dall’inizio, perché nasci professionalmente in Germania?
Perché i miei genitori, entrambi siciliani, si sono trasferiti lì quando ero piccolo. Ed è stato in Germania che ho cominciato con i miei primi spettacoli, il teatro…”.

E come sei arrivato a “Tempesta d’amore”?
Qualche anno fa mi sono trasferito a Colonia, un attore tedesco mi ha affittato la sua casa e mi ha dato una dritta su un casting: stavano cercavano un attore per la soap ‘Sotto Casa’. Non mi hanno preso, ma si sono ricordati di me e mi hanno chiamato dicendomi che c’era un ruolo perfetto per me quando è nata ‘Tempesta d’amore’.

Era davvero “perfetto” per te?
Appena ho letto il copione ho pensato che il personaggio di Robert Saalfeld mi cascasse a pennello. Il carattere forte e focoso e le esperienze di vita erano simili. All’inizio, però, ero indeciso se accettare o meno. Venivo dal teatro e la soap mi sembrava riduttiva, era un po’ come tornare indietro professionalmente. Ma poi ho superato tutti i pregiudizi e ho fatto bene…

Nella telenovela vesti i panni di un cuoco, ti piace cucinare?
Tantissimo. E’ un talento che ho ereditato dai miei genitori. In famiglia sappiamo tutti cucinare. E poi alle cucine, io che ho fatto il cameriere per mantenermi, sono abituato.


In Italia sei diventato famosissimo, te lo aspettavi?
E’ stata una piacevole sorpresa. Certo, in Germania mi riconoscono per strada, ma ogni volta che vengo in Italia è una festa. Un’emozione bellissima.

Hai recitato in “Agrodolce”, quando tornerai a lavorare in Italia?
Mi piacerebbe tantissimo e mi sto concentrando su questa opportunità. Ho avuto delle proposte ma le sto vagliando. Comunque non vedo l’ora di tornare a lavorare in Italia.

E al cinema ci pensi?
Eccome. Mi piace tutto di Sorrentino. Ho visto tutti i suoi film, la fotografia poi è bellissima. Anzi, ne approfitto per lanciare un appello: Paolo quando mi chiami?


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