Tra le Nuove Proposte di Sanremo 2016 spicca il nome di Miele, la quale ieri pomeriggio, con grinta e determinazione, ha affrontato la Sala Stampa. La giovane cantautrice ha risposto alle domande senza giri di parole e senza paura, esprimendo davvero se stessa e raccontando come mai il titolo del suo album è “Occhi”, spiegando qualcosa che va ben oltre.

Per Miele questa semplice parola: “Il mio disco si chiama Occhi perché ho voluto fare un omaggio al mio sguardo. Penso che la mia attività di cantautrice sia cominciata quando ho avuto il coraggio di scrivere questa frase nel brano che porto su quel palco: “troverai i miei occhi magari non storti“. Io ho sempre avuto un rapporto con il mio sguardo un pochino particolare, l’ho sempre considerato un punto debole. Poco fa ho sofferto parecchio nel fare le foto e cercare di essere naturale, non mi piace fare le foto, non ci riesco. Mi dicono di guardare in camera e io non lo so fare. Solo che io amo il mio sguardo, è il mio orgoglio, non è un difetto è la mia particolarità. Mi rende Miele. E’ il mio punto di forza, era il momento di omaggiarlo nel mio disco anche perché la parola occhi è ben presente in quattro testi all’interno del disco“.

Miele in sala stampa a Sanremo: "Il mio sguardo è il mio orgoglio"
Miele Sanremo 2016

E perché, invece, il suo nome d’arte è Miele, che sembra così distante dalla sua anima rock? Anche su questo l’artista ha risposto: “Miele perché il miele presenta due caratteristiche: è dolce però è anche denso. E’ un alimento contraddittorio e io sono un po’ timida e un po’ dolce nella vita di tutti i giorni, a volte mi imbarazzo, si capisce subito quando ho un problema. Però verso la musica il mio approccio è diverso, non so perché, forse perché mi trovo a mio agio con la musica, mi fa stare bene e mi reputo abbastanza forte“.

Miele e l’importanza della musica in strada

Intanto, mentre la sua avventura sul palco dell’Ariston prende forma, Miele continua a rimanere fedele a se stessa e a non rinnegare le esperienze del passato come quella d’artista di strada. Anzi, proprio a questa attività dà un valore sempre maggiore e dice: “Io non voglio intrattenere, io voglio dialogare con qualcuno. La strada me lo ha permesso. A volte il palco non mi ha dato queste emozioni e la strada sì, quindi continuerò a farlo“. Anche dopo Sanremo, dunque, il progetto di suonare in strada c’è, continuando ad esprimersi tramite quella musica che veicola un po’ anche l’immagine della sua Sicilia. E come si riverserà tutto questo sul palco dell’Ariston?

Alla domanda dei giornalisti “sei pronta per salirci?”, Miele ha risposto così: “Be’, no. Io voglio salire su quel palco con un po’ di incoscienza e inconsapevolezza. Quando canto non mi piace preparare coreografie, quando faccio musica non riesco a controllarmi. Ti dico che non sono pronta ma quello è il mio punto di forza“. Intanto, per quanto riguarda il rapporto con i colleghi, Miele riconosce con piacere le grandi diversità tra loro: “La cosa che mi ha colpito è che quest’anno ci sono davvero molte storie differenti e dietro quelle storie percorsi musicali diversi e anche distanti dal mio modo di fare musica. Mi sono trovata curiosa ad ascoltare degli stili nuovi, alcune cose hanno davvero catturato la mia attenzione“.  Tra le canzoni che per ora l’hanno colpita di più c’è quella di Ermal Meta.

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