Vincitori al Festival di Sanremo 2016 con il brano “Un giorno mi dirai”, gli “Stadio” si presentano alla loro prima intervista post-festival per raccontare le prime emozioni. Il portavoce e leader del gruppo Gaetano Curreri racconta così questa loro nuova e guadagnata vittoria.

Il vincitore del Festival di Sanremo può decidere di andare o meno all Eurovision Song Contest. Voi che decisione avete preso?

Lo valuteremo senza fretta, ma credo che se non andiamo all’Eurovision ci bruciano. Noi dalla sera delle cover siamo ritornati ad essere gli stadio, quella band che da 35 anni fa musica in quel modo lì. All’inizio eravamo un po’ intimiditi dal palco ed io ho avuto anche qualche problema col monitor, ma poi è andato tutto bene.

Gli Stadio vincitori del Festival di Sanremo 2016: "Non ci manca più nulla"
Gli Stadio vincono il Festival di Sanremo 2016

Sanremo è stato anche un modo per sottolineare la grandezza e la solidità degli Stadio, come dichiara il leader e voce del gruppo Gaetano Curreri

In questi giorni continuavo a pensare al primo nostro Sanremo in cui molti di voi si chiedevano: “Ma perché gli Stadio vengono a Sanremo come big, se hanno fatto solo un disco? Eh… perché sono il gruppo di Lucio Dalla, è lui che li ha fatti andare a Sanremo”, invece non è mai stato così, anche perché, quando noi facevamo delle cose nel periodo di Lucio Dalla, il primo che censurava le cose brutte o non giuste che facevamo era proprio lui. Noi abbiamo sempre cercato di portare avanti la nostra carriera pensando molto alla qualità della nostra musica. Ribadisco: certe volte ci siamo riusciti, altre volte no, ma abbiamo fatto così tanta musica che secondo me qualcosa di buono abbiamo fatto.

Cosa cambierà da domani?

Da domani continueremo quello che abbiamo sempre fatto d’estate, cioè i concerti, noi viviamo per quello, siamo una band on the road. Viviamo di palco, di concerti, viviamo dell’affetto delle persone che vengono ai nostri concerti nella piazza di Rocca Cannuccia piuttosto che nel Palasport di Bologna. Abbiamo sempre fatto della musica e del suonare il valore importante del nostro stare assieme e abbiamo trovato dei collaboratori, cito quello più importante che è Saverio Grandi, col quale io condivido e scrivo da anni le nostre canzoni e che hanno sempre lavorato con questo spirito. Insieme a noi hanno fatto tutto quello che serviva agli Stadio, a portare avanti la musica di un gruppo che vuol fare della bella musica. Noi abbiamo vinto un nastro d’argento e il David di Donatello, che per una band sono premi unici, ora ci aggiungiamo Sanremo.  Prima dicevo: vinciamo i nastri d’argento ma arriviamo ultimi a Sanremo, ora abbiamo vinto il David di Donatello e anche Sanremo, quindi non ci manca più nulla (sorride, applausi n.d.r.)

Con la vittoria di Sanremo e vedendo la tua collaborazione avuta con Lucio Dalla per passare poi con Vasco Rossi, anche come autore, si evidenzia un’indicazione musicale molto precisa. E’ un confermare la vostra celebrità e dignità in Italia e nel mondo musicale?

Sì è proprio così. Non bisogna farsi mancare niente, soprattutto non essere egoisti, bisogna avere la voglia di lavorare con chi ti piace. Mentre facevo il disco con gli Stadio ed ero quasi al termine dei lavori, contemporaneamente ho fatto un altro disco meraviglioso, che è il disco di Noemi, l’ho prodotto assieme a lei. Lavoro così tanto che mia moglie non mi vede da un pezzo, fra poco andrà a “Chi l’ha visto” (risa in sala stampa, n.d.r.). Per me la musica ha questo valore, la musica è tutto e quando qualcuno mi chiama e mi chiede una mano per fare un disco io rispondo di sì, anche se nel frattempo sto preparando il mio disco. Questa è la mia forza.

E’ uscito un Twitter ufficiale di Eurovision Rai che comunica la decisione degli Stadio di non avvalersi dell’opportunità di andare all’Eurovision Song Contest. Voi cosa rispondete? Confermate questa notizia?

No, no, noi non abbiamo mai fatto una dichiarazione del genere.

Durante le vostre esibizioni scorrevano alle vostre spalle delle immagini che rappresentavano dei bambini. Immagini legate alla vostra canzone. Sapete chi sono quei bambini?

No, non lo so, anche perché non guardavo le immagini perché so che mi commuovo. Io ho fatto l’errore di guardare alcune immagini durante le prove e mi sono messo a piangere, così mi sono detto: “Gaetano non guardarle più”. Io ringrazio chi le ha montate perché tutti mi dicono che sono meravigliose e sicuramente hanno contribuito anche quelle a regalare l’atmosfera meravigliosa a questa canzone.

Un’ultima domanda, cosa pensa del messaggio dato con il fascio colorato che molti artisti hanno indossato durante il festival?

Credo che ognuno ha il proprio pensiero. Noi equipariamo ogni famiglia come una famiglia tradizionale. Noi non abbiamo indossato nulla, ma l’indossare o no un simbolo non vuol dire pensara o no in quel modo.

Poi un simpatico intervento:  “Io ieri sera indossavo una spilla dei Beatles (risa ed applausi, n.d.r.) su questa cosa qui sono molto fermo e preciso: “Io sono un fan dei Beatles“.

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