Il concertone del primo Maggio 2014 a Roma sarà certamente ricordato più per il suo contenuto politico che per la sua musica: meno ospiti internazionali e meno grandi nomi della musica italiana nel cast, ma la presenza di  Piero Pelù come uno dei pochi tra i più noti è bastata a scatenare l’inferno. “Non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro. Il non eletto ovvero il boy-scout di Licio Gelli, deve capire che in Italia c’è una grande guerra interna, e si chiama disoccupazione, corruzione, voto di scambio, mafia, camorra, ‘ndrangheta. Il nemico è dentro di noi, forse siamo noi stessi. Gli unici cannoni che ammetto sono quelli che dovrebbe fumarsi Giovanardi”, queste le parole di un arrabbiato Piero Pelù contro il Presidente del Consiglio Matteo Renzi davanti alla folla di un milione di persone che hanno riempito gradualmente Piazza San Giovanni.

piero-pelù-contro-renzi-concertone-primo-maggio-2014 Piero Pelù contro Matteo Renzi dopo il Concertone del 1 Maggio: “Non eletto e boy scout di Licio Gelli”
Piero Pelù attacca Matteo Renzi dal palco del Concertone del Primo maggio

Dichiarazioni che hanno fatto immediatamente il giro dei telegiornali e riempito le pagine dei maggiori quotidiani nazionali: un gesto che Pelù però non ha fatto inconsapevole del marasma che avrebbe generato, e lo ha affermato lui stesso una volta sceso dal palco. “Pagherò le conseguenze di quello che ho detto ma non me ne frega nulla. Questi ragazzi hanno bisogno di sentire qualcuno che dica certe cose. Ormai i mezzi di distrazione di massa sono compatti sulla propaganda. Ci vuole una voce fuori dal coro. Stasera non ho detto nulla, ero posseduto dal ribelle che è dentro di me e comunque la cartina di tornasole è mia madre: mi ha chiamato e mi ha confermato “hai detto tutto bene”, ha chiuso così il suo discorso Pelù, senza rinunciare alla sua immancabile ironia. Tutta colpa di Freud quindi, canterebbe Daniele Silvestri, se il cantante si è lasciato andare a qualche discorso di troppo e qualcuno già maligna dicendo che in realtà il cantante fiorentino si è voluto semplicemente levare un sassolino dalla sua di scarpa, e non da quella degli italiani. I social network infatti hanno immediatamente ricordato che Pelù fu sollevato dall’incarico di direttore della manifestazione culturale fiorentina, proprio da Renzi. E voi da che parte state?

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