E’ morto stroncato in campo il centrocampista del Livorno Piermario Morosini, 26 anni. Il giocatore, al 31esimo minuto della partita di calcio (Pescara-Livorno di Serie B), rimane vittima di un infarto lasciando sbigottiti appassionati e non. Si conclude così una vita costellata da drammi, in cui il giovane bergamasco non è mai riuscito a essere sereno e libero da pensieri. Si conclude nel modo più imprevedibile e tragico, per un arresto cardiaco e vari tentativi di salvataggio falliti.

Piermario Morosini muore in campo

Piermario Morosini : Morto in campo

Piermario Morosini : Muore in campo : Una disgrazia dietro l’altra

Una disgrazia dietro l’altra. La tristezza di questa vicenda è resa più profonda dagli avvenimenti degli ultimi anni della vita del giovane talento di proprietà dell’Udinese. Nel 2001 Piermario aveva perso la madre Camilla, e dopo soli due anni, nel 2003, il padre Aldo. Qualche tempo dopo anche il fratello maggiore di Piermario è venuto a mancare e negli ultimi mesi anche sua sorella sembrava essersi ammalata. Lui, nonostante tutto, non si era mai perso d’animo, troppo innamorato del suo sport, troppo desideroso di diventare qualcuno. Morosini voleva dimostrare la sua forza, aveva esordito in Serie A nell’Udinese, aveva giocato con la maglia di tutte le Nazionali giovanili, compresa l’Under 21.

Piermario Morosini : La sua carriera : Voleva diventare un buon calciatore

Negli ultimi anni si era distinto in Serie B con le maglie di Bologna, Vicenza, Padova ed era ormai pronto al grande salto. Anzi, il 2011/12 con il Livorno doveva essere l’ennesima stagione di conferma a buoni livelli, con l’Udinese, sempre proprietaria del cartellino, pronta a chiamarlo nella massima categoria.
Coraggio e voglia di vivere. Lo scorso anno aveva spiegato in un’intervista: “La scomparsa dei miei genitori e di mio fratello è una cosa che mi ha segnato la vita, ma che allo stesso tempo mi ha messo in corpo tanta rabbia e mi ha aiutato a dare sempre tutto per realizzare quello che era proprio un sogno anche dei miei cari. Vorrei diventare un buon calciatore soprattutto per loro, perché so quanto li farebbe felici. Per questo so di avere degli stimoli in più”.

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