La nazionale azzurra, questa mattina all’alba è atterrata a Rio de Janeiro, dopo un volo partito da Fiumicino ieri a mezzanotte. La spedizione italiana, seguita dalla dirigenza della FIGC e da tutte le famiglie dei calciatori si è diretta subito verso il resort di Mangaratiba. Nel pomeriggio il CT Cesare Prandelli ha fatto la sua prima conferenza stampa del Mondiale dal Brasile.

Sbarco della Nazionale Italiana in Brasile
Sbarco della Nazionale Italiana in Brasile

Lo scorso anno con la Confederations CUP il mister aveva già conosciuto questi luoghi, ma quest’anno, ovviamente, il peso della competizione è molto più forte. In queste ultime settimane la nazionale non ha portato a casa nessun risultato positivo, ma i tifosi non devono temere, perché Prandelli è certo: “Non siamo una formazione che può fare la partita basandosi sulle proprie individualità, dobbiamo essere una squadra e osare in campo”. Saranno campioni del mondo? Il risultato finale resta per il momento un mistero, ma una cosa, almeno, per l’allenatore italiano è sicura: “Abbiamo grandissimo ottimismo, una squadra è vincente quando non si pone limiti mentali. L’obiettivo? Bisogna passare il girone, poi vediamo”.

Sarà il mondiale di tutt: gli occhi degli italiani, dei tifosi, di tutti gli appassionati andranno su tutte le squadre, ma chi è che non fa più notizia di Mario Balotelli? La sorte della nostra nazionale dipende certamente anche da lui; il CT vuole continuità, sicurezza e maturità, la Coppa del Mondo è una cosa seria e quindi ci vorrà tanta concentrazione, soprattutto per un calciatore come SuperMario.
“Ognuno non deve pensare di essere un protagonista, dobbiamo essere squadra”.
Sette anni fa il cielo sopra Berlino era azzurro, perché non colorarlo così anche in Brasile? “Dovremmo studiare di più la nostra storia, ci può aiutare, riempire, fare, capire che siamo una nazione che da un secolo a questa parte è stata protagonista”, afferma Prandelli.
Prosegue il tecnico azzurro: “La storia insegna che l’Italia ha sempre dato risposte importanti soprattutto nei momenti di difficoltà. Se questo può portarci qualcosa in più, i giorni passati ne sono una testimonianza”.
Il bello dell’Italia è che riesce a mettere tutti d’accordo, riempie i cuori dei tifosi e le vittorie portano orgoglio; quattro coppe testimoniamo il carattere italiano, la capacità di saper sempre andare avanti nelle difficoltà. Chissà che non succeda anche stavolta, intanto bisognerà aspettare una settimana, fino all’esordio azzurro a Manaus e, allora sì, che sarà iniziato il nostro Mondiale.

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