Ivana Spagna si racconta in una sofferta autobiografia. La musica stavolta non c’entra. Perché più che l’artista a parlare è la donna. “Quasi una Confessione! Tutto quello che non ho mai detto”. E durante l’intervista anticipa segreti ed errori di una vita: dal “matrimonio durato solo una settimana”, al “pensiero del suicidio dopo la perdita dei miei genitori”.

“Ho voluto scrivere un libro, lo dovevo ai miei genitori, si parla spesso di sacrifici, ma noi non arrivavamo davvero alla fine del mese. Da tempo pensavo di scrivere un libro, ma ogni volta che provavo a mettere nero su bianco i miei pensieri tornavo sui miei passi. C’erano delle cose non dette e degli errori che non mi piaceva rivivere. Poi ho trovato il coraggio di scriverle e mi sono liberata.
Cosa non rifarei: comincio da quello che ho confessato con maggiore difficoltà. Dopo la perdita dei miei genitori ho pensato spesso al suicidio. Mi sentivo fragile. Poi mi sono resa conto che mi avevano dato tutto e che lo stavo buttando. E ho reagito.


La seconda cosa: un matrimonio durato solo una settimana. Con un produttore francese che frequentavo da otto anni. Lui un giorno mi ha chiesto di sposarlo e io ho consultato un veggente di cui mi fidavo molto. E la risposta era stata ‘non farlo, durerà solo una settimana’. Così ho preso tempo. Ma dopo un anno il mio uomo è tornato alla carica e stavolta ho voluto ascoltare il mio cuore e ci siamo sposati, in jeans, a Las Vegas. Bene, dopo una settimana eravamo già separati. Le nozze sono durate tre giorni a Los Angeles e quattro a Parigi.

Per quanto riguarda le cose che non ho detto sono tante e mi riportano a quando ero bambina. Sono cresciuta con il complesso del nasone e a 16 anni ho fatto un intervento estetico. E da allora la mia vita è cambiata.
Una cosa bella del libro è la voglia di vivere, la mia forza e la mia volontà di andare avanti nonostante tutto. Per me sono il bene più prezioso che c’è.



I miei progetti musicali: stò lavorando a un album, tutto in inglese. Si torna alle origini e uscirà a novembre, ma non voglio anticipare altro.
I miei rapporti con Loredana Bertè: non ci sentiamo più ma la stimo come artista e le voglio bene come persona. Solo che con lei ogni cosa diventava difficile e io non avevo più voglia di sentire urla.
Anni fa ho parlato di un mio contatto con i fantasmi, ho visto in maniera limpida una donna, per due volte, a casa mia. Ma non è l’unico episodio strano di cui sono stata testimone, per parlarne ci vorrebbe un libro. Magari il prossimo”.


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