Il Mondiale dell’Italia è finito da qualche giorno, ormai, e proprio dall’Italia torna a parlare Gigi Buffon, dopo tutte le voci sui presunti litigi tra i compagni nello spogliatoio. Il numero uno azzurro ha concesso un’intervista al Corriere della Sera, toccando tutti gli argomenti che subito dopo l’esclusione dalla coppa del mondo hanno infiammato l’ambiente. “Spesso i giovani vengono caricati di grandi aspettative, ma sotto c’è molta fragilità. Sento dire dal 2010 che l’Italia è vecchia, ma se un giovane ha talento non lo mandi in nazionale dopo tre quattro partite, ma gli fai arare i campi della serie  A”, commenta l’estremo difensore italiano.

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Gigi Buffon intervista sul Mondiale

La storia del portiere juventino è molto diversa dai giovani calciatori di oggi, ha aspettato ben due anni dall’esordio in Nazionale durante la sua carriera. Questo però ha fatto la differenza, adesso invece, come sottolinea il giocatore bianconero, le nuove generazioni seguono strade diverse; perché un ragazzo, sostiene Buffon, dopo tre partite arriva alla maglia azzurra, e poi rischia di dare tutto per scontato.
Nel finale di gara e anche stavolta, il portierone italiano ha evidenziato, proprio il problema tra la vecchia e la nuova guardia (lui e i compagni più anziani sono quelli che “Tirano la carretta”).
E il pensiero è sempre quello, la paura è che mancano calciatori per il futuro, sì lui e Pirlo possono decidere di continuare, essendo i punti fermi dell’Italia. Prosegue il campione azzuro: “Leggo e sento spesso commenti ironici sull’età dei Pirlo, dei De Rossi, dei Buffon e dei Barzagli. Le chiacchiere passano e i fatti restano in campo. A rompersi le ossa per la causa sono sempre gli stessi”.
I problemi in questo Mondiale sono stati tanti e il capitano italiano, riconosce che le colpe del fallimento azzurrro vanno necessariamente divise fra tutti i giocatori. E anche se, la stampa e i tifosi hanno subito puntato il dito contro Mario Balotelli, Buffon non lo fa, forse contraddicendo ciò che aveva detto subito dopo la fine della partita contro l’Uruguay: “Non ho mai avuto paura a esprimermi, ho espresso un concetto di cui sono convinto ancora adesso. Mario è un ragazzo che ha tantissime pressioni, ma se avessi qualcosa da dirgli lo farei in modo diretto”.
In vent’anni lo juventino non ha attaccato i compagni e adesso loda anche Cesare Prandelli: “Il mister è una persona perbene e un ottimo tecnico e mi dispiace che si sia dimesso. Ha riavvicinato la gente alla nazionale con pazienza, sentimento e volontà”.
Gigi Buffon ammette nell’intervista il crack della nazionale che guida, oltre alle cause ambientali (come il caldo), però riconosce una sola cosa: la prima partita contro l’Inghilterra ha illuso tutti e dopo è uscita fuori una squadra senza idee e un futuro per l’Italia senza certezze. Chissà se il nuovo CT riuscirà a convincere il portiere e Pirlo a dare un ulteriore contributo all’Italia.

 

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