13 anni e 8 mesi per estorsione aggravata: questa è la pena che Fabrizio Corona sta attualmente scontando in carcere. Per lui una gran lista di personalità chiedono la grazia. Il primo a farlo era stato il condirettore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio che ha chiesto la concessione di un provvedimento al Presidente della Repubblica, successivamente Paolo Bocedi, presidente dell’associazione antiracket Sos Italia Libera, per l’ex re dei paparazzi è sceso in campo anche Adriano Celentano. La vita che sta conducendo ha portato Fabrizio ad una confessione quasi disperata, durante la trasmissione Virus – Il contagio delle idee. Il tutto si è svolto attraverso un’intervista epistolare a Corona, per ovvie ragioni.

fabrizio-corona-intervista-a-virus Fabrizio Corona intervistato da Virus: "Non ce la faccio più, non riesco a star su, sono crollato"
Fabrizio Corona intervista a Virus “Il carcere mi sta mangiando vivo”

L’uomo ha così dichiarato: ” Oggi non sto più bene, non ce la faccio più, non riesco a star su, sono crollato. All’inizio cercavo di fare ogni cosa possibile, ho aperto un portale per detenuti, un sito web delle carceri, portavo il vitto ai detenuti, ma ormai niente, niente di tutto ciò, non esco più dalla cella, non vado all’ora d’aria da 3 mesi, nemmeno più in palestra, sono molto dimagrito, la rabbia è diventata dolore, la voglia di fare è diventata riflessione, la voglia di combattere è diventata ricerca di giustizia”.

Già questo va a confermare le voci sulla sua condizione precaria, che aveva indotto gli operatori sanitari del carcere a agire in direzione dell’affidamento terapeutico, poi rigettato. Riguardo le sue colpe e il passato che lo ha condotto dove si trova, Fabrizio ha detto:

“Ho sempre agito con la convinzione di non fare alcun reato. Non ho mai pensato che i miei comportamenti fossero contro la legge. Malgrado ciò, per un anno e mezzo, sono andato avanti, rispettando tutte le regole durissime di quest’Istituto, convinto di poter accedere presto, secondo la legge, ai benefici carcerari. Quando, invece, è stata rigettata la mia istanza per l’affidamento terapeutico, ho scoperto di avere un’aggravante cioè il reato ostativo come se fossi un boss mafioso e che quindi non posso curarmi e proseguire il mio percorso riabilitativo, sono caduto in un malessere da cui non riesco a riprendermi. Sto male. Non mi vergogno a dirlo. Non ho più paura di far sapere chi sono veramente. Il carcere mi sta mangiando vivo”.

Un trattamento troppo duro, dunque, quello riservato a Corona? Le voci, sul web così come nell’opinione pubblica, sono divise in due grandi fazioni: chi ne appoggia la causa per l’eccessiva rigidità della condanna e chi invece non transige. Intanto Fabrizio conclude così la sua confessione:  “Chiederò la grazia. Solo per rivedere mio figlio. Ma la chiederò. Io non voglio scappare dalla mia pena, io non voglio farla franca, io voglio scontare e pagare la mia condanna”.

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