Carlo Tavecchio, dopo la conferenza stampa di Demetrio Albertini che confermava la candidatura alla presidenza della FIGC, ha risposto elencando gli obiettivi del suo programma da futuro capo della federazione italiana. Sì perché la sua elezione sembra ormai soltanto una formalità, poiché il dirigente ha ottenuto il supporto di molte autorità e club del calcio italiano. L’ex presidente della lega dilettanti, di fronte alle richieste di alcuni club di portare più giovani a capo del calcio, ha risposto convinto di portare dei cambiamenti concreti: “L’Italia è un paese che dorme e va svegliato anche con il calcio”.

Carlo Tavecchio futuro presidente della FIGC
Carlo Tavecchio, candidatura a presidente della Federcalcio

Le idee del quasi futuro presidente federale sono chiare: partire dalla linea tecnica dell’under 15 fino ad arrivare alla nazionale maggiore, per rifondare tutto il panorama calcistico italiano. Tavecchio ha anche intenzione di modificare sin da subito lo statuto della FIGC, cambiando una norma già dall’11 agosto, giorno della sua elezione ufficiale  (no alle seconde squadre e liberalizzazione alla multiproprietà).
Ma non finisce qui, il candidato alla presidenza pensa d’introdurre la regola che costringerebbe i grandi club di Serie A a creare una squadra femminile. In federazione si respira aria di grandi cambiamenti e i club appaiono intenzionati a fidarsi del candidato più anziano rispetto alle promesse di Demetrio Albertini.

La presa di posizione del dirigente sportivo è stata molto chiara a tal punto da ricevere il sostegno di ben 18 club su 20 (Juventus e Roma si sono astenute dal voto); e l’appoggio di circa 90 delegati della lega dilettanti. Quindi, la prossima elezione alla massima carica della Federazione Italiana Giuoco Calcio è solo una formalità visto il grande sostegno dato a Carlo Tavecchio, alla cui conferenza di investitura erano presenti anche dei due ex presidenti di FIGC e Lega: Franco Carraro e Antonio Matarrese.
Il candidato, con alle spalle esperienze in Uefa e nella Fifa, non si è mai rivolto direttamente ad Albertini, ormai quasi del tutto sconfitto, ma ha voluto sostenere il lavoro che si fa in federazione per mandare avanti il mondo del calcio: “Abbiamo più di venti milioni di bilancio. Se la società non si può iscrivere, abbiamo garantito per i pagamenti delle giocatrici non pagate dalle società. È un risultato che i media non conoscono, conta di più un lancio da quaranta metri che un bilancio perfetto”.
Per il momento manca solo la vera è propria ufficialità e, soprattutto, bisognerà aspettare la prima mossa del nuovo numero uno federale, ripartendo anche dalla scelta del nuovo allenatore della nazionale azzurra, rimasta senza una guida dopo le dimissioni di Cesare Prandelli. Chi sarà il nuovo CT? Le scelte sono all’incirca le stesse, non più Massimiliano Allegri (andato alla Juventus) e Claudio Ranieri (diventato allenatore della Grecia) restano in lista, perciò: Roberto Mancini e Antonio Conte, due tra i nomi più illustri nel panorama italiano.
La parola adesso passa a Tavecchio che dovrà sceglierne uno.

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