Gossip tvGabriella, mamma di Fabrizio Corona sabato 26 gennaio 2013 è stata ospite a Verissimo. Nella lunga intervista di Silvia Toffanin, la signora Corona è sembrata molto scossa per la condanna di suo figlio. Come avrebbe fatto qualsiasi mamma, ha cercato di riabilitare l’immagine del figlio, da ieri detenuto presso il carcere di Busto Arsizio raccontando al grande pubblico alcuni lati della personalità del figlio: gioioso, allegro, attaccato alla vita, amato da tutti quelli che realmente lo conoscono.
Gabriella Corona, sottolinea che Fabrizio non voleva fuggire, che non aveva programmato nulla e che credeva che andando in Portogallo potesse avere una protezione maggiore dalle autorità locali rispetto a quello che invece lo attendeva in patria. Quei quattro giorni in cui non aveva avuto notizie del figlio ha ammesso di aver avuto paura di non rivederlo più ma dopo la telefonata di Fabrizio si è rincuorata: “Mi ha subito rassicurato sul suo stato di salute. Era molto angosciato e agitato di venire in Italia per la paura della sua incolumità nelle carceri italiane”.

Gabriella Corona: La mamma di Fabrizio a Verissimo
Gabriella Corona: La mamma di Fabrizio a Verissimo

Per lei la scelta della Cassazione immorale, e sottolinea che nel nostro paese privo di qualsiasi forma di moralità è inconcepibile accettarla. “Chi infrange le regole, deve pagare per quello che commette indipendentemente dalla moralità collettiva ma è giusto che paghi per quello che ha commesso, non per quello che non ha fatto. Fabrizio è vittima di uno stato di cose, ma non è un delinquente. Mio figlio è frutto dei tempi, è stato affascinato da questo mondo di esteriorità, soldi e belle donne“.
Infine Gabriella, particolarmente commossa dichiara di non accettare che il figlio resti in carcere per un giudizio di tipo punitivo e fa un appello alle forze politiche e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché non vengano violati i diritti civili dei cittadini. “Io e la mia famiglia ci batteremo affinché sia fatta giustizia. Fabrizio avrebbe bisogno di una detenzione alternativa perché il carcere lo distruggerà più che aiutarlo”.

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