Recentemente si è molto discusso sulla possibilità che la figura presente alla destra di Gesù nell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci non fosse l’apostolo Giovanni, come sosterebbe la maggioranza degli esegeti cristiani, ma Maria Maddalena, sospettata di essere la compagna del messia cristiano. In effetti i lineamenti che ritraggono questa figura sono delicati, il volto glabro, imberbe, quasi efebico, al contrario degli altri commensali presenti. Tuttavia numerosi altri dipinti o raffigurazioni rinascimentali distinguono nettamente questa figura da quella di Maria Maddalena, di conseguenza l’identificazione con “la peccatrice” evangelica si fa notevolmente più problematica.

Il Cenacolo
Il Cenacolo

Come possiamo notare dal dipinto esposto sopra (Ultima cena, chiesa del Purgatorio a Carunchio), la figura adagiata sul petto di Gesù non viene identificata con la “peccatrice” Maria Maddalena, dal momento che ella si trova in piedi, pronta a ungere il capo di Gesù. Nella raffigurazione che segue (Michiel van der Borch), invece, ella viene rappresentata sotto il tavolo, nell’episodio dell’unzione dei piedi; dunque ancora una volta viene differenziata dalla figura adagiata sul petto di Gesù. Il vangelo di Giovanni descrive in questo modo la figura seduta alla destra di Gesù: “Uno tra i discepoli, quello che Gesù amava, giaceva a mensa sul petto di Gesù” (Gv 13:23).

Immagine 2 - Maddalena

La figura che Leonardo rappresenta seduta alla destra di Gesù viene dunque definita “colui che [Gesù] amava” e viene descritta adagiata in atteggiamento intimo sul petto di Gesù. Nel caso in cui il discepolo che Gesù amava fosse stato un uomo maturo, coetaneo di Gesù, la rappresentazione di una scena simile avrebbe sicuramente destato imbarazzo non solo agli occhi degli uomini rinascimentali, ma anche al cospetto degli stessi discepoli. Tuttavia, il contesto nel quale questo gesto di intimità viene descritto dall’evangelista Giovanni, non lascia trapelare nulla di equivocabile o imbarazzante; al contrario viene percepito come perfettamente naturale dai commensali. L’evangelista Giovanni nel ventunesimo e ultimo capitolo del vangelo afferma esplicitamente che il discepolo che Gesù amava era l’apostolo Giovanni; tuttavia numerosi studi hanno dimostrato che questo capitolo è apocrifo, vale a dire che non era presente originariamente nel vangelo di Giovanni e che è stato aggiunto successivamente, pertanto l’informazione in esso contenuta risulta poco o per nulla attendibile.

Immagine 3 - Maddalena

Chi era allora il discepolo che Gesù amava? Egli viene nominato in cinque occasioni all’interno del vangelo: durante l’ultima cena, la crocifissione, la risurrezione, l’apparizione, l’ascensione in cielo e non viene mai nominato per nome.
In realtà vi sarebbero, sempre all’interno del vangelo di Giovanni, altre tre menzioni di una persona di cui viene detto essere amata da Gesù: parliamo del risorto Lazzaro.
Le uniche volte all’interno del vangelo in cui si dice così esplicitamente di Gesù che ami qualcuno è nei confronti di Lazzaro e del discepolo che Gesù amava!

Riferito a Lazzaro: “colui che ami” (Gv 11:3).

Riferito al discepolo senza nome: “colui che amava” (Gv 20:2).

Attraverso una analisi approfondita del testo greco del vangelo, scopriamo che le espressioni utilizzate in questo e in altri contesti riferite a Lazzaro e al discepolo che Gesù amava sono esattamente le stesse.
Il vangelo riferisce che Gesù si sofferma numerose volte a dormire a casa di Lazzaro e Maria Maddalena, addirittura organizza a casa loro un banchetto simile all’ultima cena sei giorni prima di morire. Grazie allo studio dal greco pubblicato nel libro “Il figlio segreto di Gesù“, è possibile dimostrare in maniera pressoché certa che il discepolo che Gesù amava, presente nell’ultima cena insieme a Gesù, è nientemeno che il risorto Lazzaro, che viene rappresentato con tratti delicati a causa della sua giovanissima età.
La domanda, dunque, sorge spontanea: perché il risorto Lazzaro era presente nell’ultima cena e per quale motivo egli risulta essere il discepolo amato da Gesù, il quale addirittura si mette a piangere una volta giunto nei pressi della tomba di Lazzaro?
Nel prossimo appuntamento settimanale con la rubrica “I segreti della storia” cercheremo di dare risposta a questi e numerosi altri interrogativi, tentando di capire cosa o chi si nasconde dietro la figura enigmatica del “risorto” Lazzaro.

LASCIA UN COMMENTO