Inarrestabile l’ascesa della popstar ventiquattrenne Alex Palmieri, che dopo un intenso tour è pronta a tornare live con un evento di importanza nazionale. Ancora una volta è lui, il personaggio italiano più discusso della rete (con oltre 500.000 risultati sui motori di ricerca) e sicuramente tra i più influenti del web, che si ripropone per gioia dei suoi fan con una data live da non perdere. Il prossimo 6 giugno il cantautore dance sarà uno degli ospiti di punta del Verona Pride 2015, condotto da “Fox e La Malagutti” del podcast LGBT Romeo in Love.

Alex Palmieri Verona Pride
Alex Palmieri Verona Pride 2015

Alex Palmieri al Verona Pride 2015: “E’ il mio terzo pride al quale parteciperò come ospite”

Reduce dal “The Maniac Tour” che ha toccato già i Magazzini Generali di Milano, poi Genova, Sassari, Cuneo, Roma, Desenzano e altre città del nostro stivale, il cantante tornerà a calcare il palco con la sua ultima Hit Maniac. Il brano è stato già premiato da popolo e critica con numerose recensioni anche all’estero come su EQ MUSIC e con la terza posizione dei più scaricati da Itunes store. Con questo pezzo inoltre Alex è stato uno dei primi artisti indipendenti italiani a ricevere un canale Vevo sul quale lo scorso gennaio ha debuttato il videoclip ufficiale del singolo e che conta ad oggi ben 50.000 visite. Maniac anticipa un futuro album previsto entro la chiusura del 2015 così come fu annunciato tempo fa, disco che sembrerebbe essere in lavorazione proprio in questo periodo.

Sul palco del Verona Pride Alex Palmieri affiancherà ospiti del calibro di Ivana Spagna e il consigliere di Obama per i diritti GLBT, Stuart Milk. L’evento avverà dopo la parata , dalle 18.45 fino a notte inoltrata, ed il cantante si esibirà con il suo ultimo singolo seguito dai vecchi successi come Monster Boy e la ballad Wasted.
E’ il mio terzo pride al quale parteciperò come ospite” confessa la popstar ” dopo essere stato nel 2013 a quello di Milano e nel 2014 al pride sardo. Sorrido al pensiero che abbiano pensato anche a me per supportare un’evento così importante, sostenuto da pilastri del panorama musicale nazionale e di quello politico internazionale. Ancora dopo 4 anni di lavoro riesco a stupirmi e chiedermi come sia possibile: la mia forza forse è stata quella di non abituarmi mai a tutto questo“.

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