Il regista romano Stefano Calvagna da sempre fautore della cultura coatta, cambia genere e affronta e combatte i pregiudizi con “Un nuovo giorno”. Il film uscirà nelle sale cinematografiche dal 10 marzo con Poker Entertainment.

Dopo “Non escludo il ritorno”, il film dedicato a Franco Califano, il regista Stefano Calvagna con il suo ultimo film “Un nuovo giorno” affronta una delicata tematica. Il film come “The Danish girl“, narra la storia di un cambiamento di sesso ma, rispetto al film di Tom Hopper, il protagonista di Calvagna è una persona che ha davvero effettuato e voluto un cambio di identità e di genere: Sveva Cardinale, nome d’arte di Paola Catanzaro a cui la pellicola s’ispira.

Un nuovo giorno al cinema dal 10 marzo

Girato tra Roma e Bangkok, “Un nuovo giorno” si avvale di un bel cast formato da Danilo Brugia, Luca Filippi, Niccolò Calvagna (figlio del regista), Imma Pira, Franco Oppini, Paola Lavini, oltre che dalla preziosa collaborazione di un’esordiente Sveva Cardinale, a cui s’ispira la Danish girl all’italiana. Racconta il regista a Iltempo.it svelando alcuni aneddoti del film: “E’ la storia di un bambino convinto di essere nato nel corpo sbagliato. Fin da piccolo vuole giocare con le bambole e i trucchi della nonna. Si trova anche costretto ad affrontare problemi di pedofilia“. E continua “Racconto le violenze subite da bambino, le difficoltà coi suoi genitori. E poi la presa di coscienza di essere nata nel corpo sbagliato. Tanto che dagli altri si faceva chiamare Giulia. Fino alla decisione presa a trentacinque anni di affrontare un intervento chirurgico lungo ventitre ore per modificare anche gli organi interni. Gli incontri con lo psichiatra, il matrimonio e la nuova vita“. Tutto nasce dunque da Giulio, che fin da giovanissimo sente di vivere in un corpo sbagliato.

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