Sexy, hot e affascinanti sempre le donne che hanno affiancato l’agente 007 e che sono entrate così nell’immaginario collettivo di uomini e donne, influenzando perché no anche le tendenze della moda e del cinema. Questa volta ricoprire un ruolo così importante toccherà alla nostra bellissima Monica Bellucci, che di anni ne ha cinquanta ma il suo fascino resta sempre magnetico e intatto, quanto le sue forme prosperose.

Monica Bellucci, una bond girl di 50 anni
Monica Bellucci, una bond girl di 50 anni

Monica Bellucci: “Una bond girl di 50 anni è interessante”

In un’intervista a Che Tempo che fa, la Bellucci ha raccontato che nonostante sia più “vecchia” rispetto alle precedenti bond girl per lei non ha rappresentato assolutamente un problema, ma anzi un’eccezione accattivante: “Se l’avessi fatto a 20 o 30 anni sarebbe stato più normale. Una bond girl di 50 anni è interessante, comunica un modo diverso e più rispettoso di guardare la donna, ha spiegato Monica che insieme al regista Sam Mendes ha visto questa scelta insolita e inusuale, ma per questo ancora più coraggiosa e rivoluzionaria.

Tra il cinema e la maternità: la rinascita a 50 anni di Monica Bellucci

E’ con questa fierezza e serenità che Monica Bellucci ha affrontato la proposta di essere la bond girl del prossimo film di 007 “Spectre” al fianco di Daniel Craig, e che si sta girando tra Londra e Roma. A renderla però così sicura è anche la felicità con cui vive i suoi 50 anni, che non sente assolutamente come un peso ma una tappa ricca di soddisfazioni: “Da giovane immaginavo che a 40 anni sarei stata decrepita e invece ho avuto la mia prima figlia, a 45 la seconda, e ora James Bond: alla fine non ho vissuto i 50 anni come un trauma”. Una paura infondo che accomuna tutte le donne che si chiedono cosa riserverà loro il futuro, pensando al proprio aspetto e al tempo che avanza.

50 anni quindi e non sentirli, perché anzi per Monica è un momento di grande rinascita: il cinema è sempre stato il suo sogno ma ora c’è anche il desiderio di essere una mamma presente, una scelta che l’ha spinta a non dedicarsi a più di due film all’anno.

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