La Mostra ha aperto i battenti il 20 luglio scorso e sarà possibile  ammirarla fino al 9 novembre 2014. Pierpaolo Pasolini e Matera; il Vangelo secondo Matteo e Matera: questo il binomio attorno al quale ruota il racconto espositivo.  “Il vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo” a cura di Marta Ragozzino, soprintendente Bsae per la Basilicata vede esposti brani dei suoi film, interviste, documenti e tante fotografie che indagano quel rapporto privilegiato tra il grande regista e il paesaggio atavico della città dei sassi.

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Mostra fotografica promossa dal comune di Matera, Pasolini al Museo nazionale d’arte medievale

Palazzo Lanfranchi accoglie l’ambizioso progetto curato tra gli altri anche da Peppino Appella, direttore del MUSMA, con lo storico Ermanno Taviani e Paride Leporace, direttore della Lucana Film Commission. L’esposizione di tutti i materiali  –  provenienti da diversi archivi, tra cui la Cineteca Nazionale di Bologna e il Gabinetto scientifico letterario Vieusseux di Firenze  –  si propone non solo di celebrare il cinquantenario dal concepimento del capolavoro pasoliniano, ma anche di studiare la sua genesi e l’effettiva ricezione da prospettive diametralmente opposte e per certi versi inedite.

Siamo nell’estate del 1964 e sotto un cielo “ferocemente antico” il borgo diventò una nuova Gerusalemme sotto gli occhi lungimiranti e visionari di Pasolini: da “vergogna nazionale”, i sassi di Matera diventarono lo scenario perfetto per costruire un film che è poi rimasto nella storia. Non poteva passare inosservata anche l’arte degli anni Sessanta, così Appella ha costruito, nell’ultima delle sei sezioni, un percorso, che prosegue anche al MUSMA, su Gruppo 63 e Gruppo Uno. Sono opere di grandi scultori  –  Gastone Novelli, Achille Perilli, Toti Scialoja. Nicola Carrino, Nato Frascà, Pasquale Santoro, Giuseppe Uncini  –  che evidenziano le aperture formali di quel periodo el’attenzione ai nuovi materiali, utili per comprendere il clima artistico contemporaneo a Pasolini.

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