Gossip news – Fabri Fibra e Valerio Scanu: è ancora guerra tra loro. Fibra solitamente, come tutti i rapper, all’interno dei propri brani canta strofe che fanno riferimento a varie cose che accadono nella vita di tutti i giorni.

Altro che gossip, questa volta è toccata a Valerio Scanu che non è sembrato molto entusiasta della cosa.

Fabri Fribra condannato a risarcire un fan
Fabri Fribra condannato a risarcire un fan

All’interno del nuovo album di Fibra, Guerra e Pace, uno dei suoi singoli A Me Di Te è stato parecchio criticato e discussoIl brano ha fatto scattare immediatamente l’ira funesta di Valerio Scanu, campione di incassi per la sua canzone sanremese “Finalmente Piove”, scritta per lui da Fabrizio Moro.

Nell’arco della sua carriera Valerio Scanu non ha mai voluto rilasciare alcun tipo di dichiarazione sulla sua omosessualità, né tanto meno della sua vita privata, affermando: “Con chi vado a letto è un affar mio”. Ma cosa racconterà di così intimo e privato la canzone in questione?

Valerio Scanu sul palco di Ladispoli

A quanto pare la canzone di Fabri Fibra, A me di te”, racconterebbe un presunto rapporto sessuale avvenuto tra i due cantanti, facendo riferimento anche a presunte esperienze passate nella vita di Valerio Scanu.

Valerio a differenza di molti altri personaggi dello spettacolo presi di mira come Emma Marrone, Nina Moric e molti altri, non ha riso dell’accaduto ma ha denunciato il rapper, offeso dal testo della canzone.

Dopo mesi e mesi di processi il giudice ha finalmente emesso la sentenza. Il procedimento giuridico si è concluso con la conferma della colpevolezza del rapper, condannato al pagamento di una multa più un risarcimento morale e dovrebbe versare a Valerio Scanu un anticipo di ventimila euro!

Pare che questa sia la prima volta che in Italia si assiste ad una sentenza del genere verso un cantante che utilizza la musica in maniera sarcastica. Il merito va agli avvocati di Valerio Scanu, Paola Castiglione e Ugo Cerruti che attraverso il quotidiano La Repubblica hanno rilasciato il loro pensiero affermando: “Ed è la prima sentenza in Italia che vede la condanna per diffamazione di un cantante di musica rap. La musica è libertà, ma insultare squallidamente una persona non è musica, non è arte. Ognuno è libero di manifestare liberamente il proprio pensiero, non di offendere e diffamare una persona”.

LASCIA UN COMMENTO