Si è aperta il 16 luglio 2014 alle 18.00, con uno stage di ballo Swing ed una esposizione di auto d’epoca europee ed americane dagli anni “20 ai “40, la rassegna Formello Jazz Festival giunta quest’anno alla VI edizione. Fino al 20 luglio sarà possibile respirare a Formello, a pochi Km da Roma, aria retrò in una rassegna di qualità:  il Formello Jazz Festival  organizzata con il Patrocinio del Comune di Formello (Assessorato alle politiche culturali e giovanili) e  CB Eventi Associazione Culturale. GenteVip ha avuto il piacere di intervistare Lino Patruno una mezz’ora prima della sua esibizione la sera di venerdi 18 luglio nell’area ristoro adiacente al palco. Simpatico, disponibile, esprime l’amore per la sua arte in tutte le sue parole e gesti. Non si è mai sposato: ha sposato il jazz (ma il jeeezz quello con la “e” continua a precisare) dicendo che le cose belle rimangono nel tempo e quelle brutte per fortuna le persone se le scordano. Infatti questa sera Lino Patruno ci ha immersi nell’aria di New York, Chicago e New Orleans degli anni d’oro musica nata cento anni fa e ancora riprodotta.

Lino Patruno al Formello Jazz Festival 2014
Lino Patruno al Formello Jazz Festival 2014

Maestro, ma lei è sempre in gran forma e sempre super impegnato!

Sono da tre giorni qui a Formello:  stasera il concerto, ieri una conferenza (Appunti per una storia del Jazz) e mercoledi ho presentato il film Stormy Weather di Andrew L.Stone.

Insomma ha il Jazz nel sangue…

Certo chi suona Jazz lo suona fino all’ultimo respiro.

Fedelissimo a questa manifestazione?

Sì, sono vari anni che intervengo, nel mondo c’è bisogno di cultura ed io cerco di contribuire con ciò che conosco meglio. Questa è l’unica manifestazione italiana in cui si suona il jazz classico (JEEZZZZ) e non il JAAAAZZZ.  (Ride e ci guarda con sguardo complice)

Questa è una serata speciale, mi conferma che si festeggiano i suoi 60 anni di carriera?

La mia carriera è iniziata a 2 anni e non si è più fermata, il Jazz è linfa vitale.

Una piccola chicca per noi?

Questa sera invece di suonare la chitarra suonerò il banjo,  questo è uno strumento del 1929!

Il Maestro è di parola e in pochi minuti Piazza S.Lorenzo è completamente assorta. Lo vediamo alternarsi alla voce, al piano e naturalmente con il mitico Banjo, l’atmosfera è ulteriormente movimentata dalla presenza di ballerini (della scuola di ballo locale) truccati e vestiti in perfetto stile Swing , che hanno eseguito tra gli applausi dei presenti delle performances sulla piazza. Sul palco con Lino Patruno grandi professionisti che lo hanno accompagnato negli anni come Giorgio Cuscito e Gianni Sanjust (il clarinettista che vediamo anche in una scena del  film di Sergio leone C’era una volta in America).

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