Chi non ricorda le ore sudate per imparare a memoria i bellissimi versi del poeta Omero che celebravano le avventure di Ulisse? “Musa, quell’uom di multiforme ingegno dimmi, che molto errò, poi ch’ebbe a terra gittate d’Ilion le sacre torri“. Ecco in tre brevi versi l‘inizio dell’avventura di un genio della menzogna e dell’astuzia che, dopo aver ingannato i troiani col cavallo di legno e fatto distruggere Ilio (o Troia) dai compagni greci, prende il mare con i suoi amici per tornare a Itaca dalla sposa Penelope che lo attende fedele.

Odysseus, il ritorno di Ulisse
Odysseus, il ritorno di Ulisse

Nel viaggio perderà i compagni e la nave, giungendo a casa solo dopo dieci anni di sventure, solo e misconosciuto. Ucciderà i pretendenti al suo trono, i prepotenti Proci, e tornerà sovrano della piccola isola. L’eterno mito ha affascinato generazioni di artisti, scrittori, registi e produttori cinematografici e televisivi.
Registi italiani e stranieri s’ispirarono al racconto su Odysseo (nome greco di Ulisse) come Fred Zinnemann, statunitense, che firmò nel 1948 la pellicola “Odissea tragica”.

Nel 1954 divenne famoso il film di Mario Camerini dall’ovvio titolo “Ulisse”, interpretato da un poderoso Kirk Douglas e una bellissima Silvana Mangano. Nel ruolo del cattivo Antinoo fu chiamato nientemeno che Anthony Quinn.
Tredici anni fa, Canale 5 trasmise la più divertente parodia dell’Odissea. Attori, cantanti e artisti, famosi ancor’oggi, aderirono con entusiasmo al progetto che ebbe un successo clamoroso. Gerry Scotti fu un ottimo Giove, mentre Ornella Vanoni interpretò la dea Atena. Ulisse venne affidato al bravissimo Andrea Roncato accompagnato dai marinai Ninì Salerno, Franco Oppini e Umberto Smaila, “Gatti del vicolo Miracoli”. Da ricordare Sylva Coscina nel ruolo di Minerva, mentre la fedele Penelope fu interpretata dalla compianta pornostar, dolce e burrosa Moana Pozzi. Narratore, un divertente Davide Mengacci che apriva e chiudeva i siparietti comici. Gli interpreti cantavano numerose canzone dell’epoca adattate alla vicenda omerica. Il cast comprendeva molti artisti in quegli anni sulla cresta dell’onda, come la solare Wendy Windham, l’ambigua Eva Robin’s, Sergio Vastano, Gigi Sammarco e Ric e Gian.

In questi giorni Rai Uno ripropone, dopo averlo già fatto nel lontano 1968 affidandone le sorti all’attore serbo Bekim Femiu e alla greca Irene Papas, una nuova versione dell’opera di Omero. Il teleromanzo del 1968 fu accolto molto bene dalla critica, pur risultando lento e pesante nello svolgimento delle puntate.
Questa volta la RAI ha acquistato una coproduzione internazionale i cui attori spiccano per bravura, potendo contare su Alessio Boni, bellissimo e prestante Ulisse, Caterina Murino, affascinante Penelope e il giovane canadese Niels Schneider nel ruolo di Telemaco.

Il racconto si concentra sul ritorno di Ulisse a Itaca, tuttavia gli autori hanno scelto di stravolgere la trama originale, creando nuovi personaggi come Clea, la schiava troiana innamorata di Telemaco interpretata da Karina Testa, e sua madre, Eurinome (Vittoria Scognamiglio). Nella storia viene inserita perfino una improbabile invasione spartana, guidata nientemeno che da Menelao e da Elena di Troia. Giudizio: sei meno meno. Troppa violenza gratuita e poca fantasia.

Quasi in contemporanea è uscito un romanzo in tre volumi di Valerio Massimo Manfredi ispirato allo stesso tema: “Il mio nome è Nessuno”. La vita di Ulisse raccontata dal famoso archeologo scrittore parte dalla nascita dell’eroe, attraversando tutto il percorso della sua esistenza. Sinceramente, nonostante l’abilità dell’autore non si sentiva il bisogno di un nuovo romanzo su Ulisse, che non dice nulla di nuovo di quanto già non si sapesse. Unica nota positiva, la piacevolezza del suo stile e un tentativo di entrare nella psicologia del personaggio.

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