The Money drop” è il programma preserale che da qualche mese propone canale 5. La conduzione è affidata a Gerry Scotti il quale, ancora una volta, dimostra di essere davvero “il re del quiz moderno”. La formula, considerati gli ascolti piuttosto alti, sembra essere quella vincente. Lo stile del gioco ricorda un po’ quello di “Chi vuol essere milionario?”, quanto meno per semplicità ed efficacia. Le regole sono facili ed immediate da ricordare: otto domande, un minuto per rispondere ad ognuna e un milione di euro come monte premi massimo.


Qui, però, i concorrenti non partecipano individualmente, ma a coppie, assortite nei modi più diversi: marito e moglie, sorelle, colleghi, amici; e il breve tempo a loro disposizione fa sì che un requisito irrinunciabile sia il grande affiatamento dei due componenti e la fiducia pressoché totale l’uno nell’altro. Il percorso da compiere, rispetto alla vecchia “scalata verso il milione”, sembra vada a ritroso: si parte con il montepremi già nelle tasche dei concorrenti che, ad ogni domanda (di cui prima si conoscono l’argomento, scelto tra due dai partecipanti, e le possibili risposte), decidono come gestire il patrimonio: o puntando tutto su una sola opzione o frammentandola in più possibilità. Arrivare alla fine con un bel malloppo è impresa ardua e “restare milionario” quasi impossibile. Un’ ultima considerazione sul tenore delle domande: rispetto a quelle di “Chi vuol essere milionario”, quelle di “The money drop”, sono di cultura e di informazione più generale e meno “libresca”: cresce così il numero di potenziali partecipanti e l’interesse del pubblico.

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